venerdì 21 agosto 2015

IMPARARE OSSERVANDOLI ...

Il mese di Agosto è un mese piuttosto tranquillo sul fronte lavorativo, mi permette di godermi i miei cani, in modo più intimo, cosa che a volte a causa del poco tempo non riesco a fare.

Ultimamente ho conosciuto diversi ragazzi, con la voglia di cimentarsi in questo settore.
Alcuni sono in preda all'eccitazione, viaggiano con la testa ai mille all'ora, non soffermandosi sulle reali difficoltà che questo lavoro offre. Il loro obbiettivo è quello di riempirsi la testa di concetti, d'informazioni, di fare, fare, fare, senza preoccuparsi di capire che la calma e la pazienza sono due ingredienti fondamentali. Non capiscono che la fretta non porta da nessuna parte, anzi, la fretta nel mondo animale "uccide". 

Altri, invece sembrano esser pervasi da mille buone intenzioni, sogni ad occhi aperti e poi si perdono per strada alla prima distrazione, e allora li vedi, che quel desiderio tanto bramato passa in secondo piano, poi terzo, poi quarto... e poi  ... "cosa è che volevo fare???".

Poi ci sono quelli, distratti, pasticcioni, casinisti, quelli su cui non avresti scommesso un euro, sono proprio quelli che si applicano di più, che si incuriosiscono, che ci provano. E a quel punto per me inizia il gioco più divertente, metterli alla prova.
E' come vedere un cucciolo che impara i ruoli giocando, anche loro fanno lo stesso, imparano attraverso il gioco, gli errori, le prove, imparano a convivere con il loro cane, imparano dal loro cane. Lì, vedi il loro reale interesse, per quello che stanno facendo.
E anche loro come fanno i cuccioli diventati adulti, passano le informazioni acquisite a chi viene dopo di loro.

Quando mi fermo ad ascoltarli, ripenso al mio percorso, a quello che ho seminato, a quello che ho raccolto, a volte è stato un buon raccolto, altre un pò meno, ma la passione non si è mai spenta, soprattutto nei momenti più difficili, ed è proprio li che ti rendi conto di quanto vale la strada che hai scelto di percorrere.

Oggi a distanza di anni, quando mi siedo ad osservare i miei cani, noto che il "linguaggio" non si è fermato, è andato avanti, ed è cresciuto con il tempo, con l'età.
Anche io, posso dire d'esser cresciuta con loro. Li ho visti prima da piccoli, poi adolescenti e poi adulti. Li ho vissuti nei momenti della riproduzione, durante il parto, e poi a loro volta, li ho osservati mentre crescevano la loro prole, un continuo trasferire informazioni, alla loro nuova generazione.
Ma la cosa interessante è stato vedere Eragon, passare la sua esperienza ai suoi fratelli minori, acquisendo il ruolo di "Tato", mentre mamma Luna e papà Manny guardavano a distanza. Per non parlare di Ambra, elemento importante nel branco, che ha contribuito ad arricchire il tutto, così come la presenza dei "gatti", anche loro tassello importante nel mio lavoro di socializzazione interspecifica...

Li guardo, e in questo momento mi viene in mente un passaggio del libro di Korand Lorenz " E l'uomo incontrò il cane": 
" Quando Susi va a caccia di topi, su un bel prato asciutto, con quei grandi salti ad arco tipici di molti animali da cacciatori di topi e con quell'esagerata passione per questa attività che distingueva la sua antenata Pygi I, in quel momento lei è Pygi. E quando durante l'addestramento a cui ci dedichiamo da qualche tempo, al momento di ubbidire al comando "cuccia", escogita per potersi alzare gli stessi pretesti che la sua bisnonna Stasi escogitava undici anni fa.. ... oppure quando si bagna in una pozzanghera e arriva a casa tutta fradicia con l'aria della più perfetta innocenza, allora lei è Stasi. E infine, quando per silenziosi sentieri in mezzo ai prati, su polverose strade di campagna, oppure in città mi cammina alla calcagna con tutti i sensi tesi a non perdermi, allora lei é tutti i cani che abbiamo mai trottato alle calcagna del loro padrone, dal giorno in cui il primo sciacallo dorato cominciò a farlo..."

Come un corridore passa il "testimone" a chi lo precede. Per questo che è importante, per chi si vuol avvicinare a questo percorso, che non deve dimenticarsi, che l'uomo gioca un ruolo davvero importante nella vita del cane, NON si deve dimenticare, che il CANE DEVE FARE IL CANE, proprio per non fargli DIMENTICARE LE SUE ORIGINI. Se questo accadesse, come già sta succedendo, il nostro amico, inizierebbe a Perdersi, a non capire più Chi è, dando origine a veri e propri problemi di comportamento, relazione.

Educare i cani, e i loro padroni, come allevare, richiede un altro grado di responsabilità, non è un GIOCO.

Pensateci bene... 



























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