martedì 14 maggio 2013

IV ED ULTIMA PARTE DEL NOSTRO VIAGGIO A MERZIG DA HERR WERNER FREUND .....

IV ED ULTIMA PARTE DEL NOSTRO INCONTRO CON 
HERR WERNER FREUND 
13 APRILE 2013
MERZIG

IL POMERIGGIO... 






La mattinata è trascorsa velocissima ed era arrivato anche il momento di congedarsi da Herr Werner Freund.
Decidemmo di recarci a Merzig a cercare un ristorante dove poterci sedere e fare il punto della situazione.

Entriamo in Merzig, la trovo una bella città, pulita, ben tenuta, strade in ordine, nessuna cartaccia per terra, praticamente l'opposto delle nostre.


PARTICOLARI DI MERZIG























Si possono notare colpi di mitragliatrice II guerra mondiale sulla facciata della casa.










Il nostro mimo di Pavia non ha l'aria così stanca come questo... 


















Abbiamo gironzolato un pò prima di decidere dove mangiare, anche perchè noi puntavamo, su wusterl e crauti, ma sembrava che non esistesse l'ombra di un posto così.
C'era la cucina indiana, turca, cinese, giapponese, alla fine abbiamo optato per quella italiana, almeno siamo andati sul sicuro inoltre gestita dal Sig. Paolo un italiano simpatico, di quei tipi che quando s'incontrano non si dimenticano.




Il Signor Paolo proprietario del ristorante Roma 


Consiglio vivamente questo ristoro, ottime pietanze e abbondanti, ottimi prezzi, non ricordo il tempo che non mangiavo così bene e tanto, pagando veramente poco in Italia. Nota curiosa, la Germania ha ancora l'IVA al 19%, noi presto al 23%, altro che Europa unita.

Dopo pranzo decidemmo di tornare al parco, volevamo sia smaltire il lauto pranzo con una bella camminata, sia rivedere i lupi, fotografarli con calma.
Inoltre notammo già una cosa curiosa al mattino. 
Notammo che i lupi non reagivano al passaggio dei cani comuni, mentre al passaggio dei nostri CLC accompagnatori, facevano il diavolo a quattro, mettendo in mostra diversi comportamenti.

Così ritornammo. Davide rimase in macchina a riposare insieme a Nyal e noi prendemmo su Africa la nostra "Guida Provocatrice".
I lupi al quell'ora erano quasi invisibili sornioni sotto gli alberi, lontano dalle reti appena ci "ANNUSARONO" si attivarono venendoci incontro.
Attuarono diversi atteggiamenti, i primi erano di difesa del territorio, con ringhi nei nostri confronti, dopo di che, iniziarono tra di loro a rimarcare l'ordine gerarchico.




I lupi verso il primo pomeriggio si faticava a scorgerli, sornioni sotto gli alberi.
quasi nascosi dalla vegetazione, immobili nel loro riposo.

Al passaggio dei cani comuni, i lupi non si muovono dalle loro postazioni, dalle loro attività,
guardano appena il passaggio di quegli esseri tanto lontano da loro.

I cani hanno perso molto del loro linguaggio primitivo.

Alle spalle dei due fotografi non si nota nessuna attività lupina.

Nessun lupo alla rete, per protestare quel passaggio canino.... 


La nostra Guida Provocatrice ... Africa di Martina Verzasconi





I gruppi di lupi andavano da tre soggetti a sei soggetti. 
Solo i lupi bianchi i Polarwolfe (Canis lupus arctos) erano il branco più numeroso, forse perchè più miti nel carattere, mentre i Timberwolfe (Canis lupus lycaon), gli Schwedische Wolfe/ Euroasiatici (Canis lupus lupus) e gli Sinirische Wolfe (Canis lupus albus) o Mongoli come li chiama lui, si sono dimostrati molto più duri di temperamento, molto più reattivi.

Nei Timberwolfe, ne notai uno con un morso nel posteriore, nulla di che, ma era segno evidente che c'era stato uno scontro educativo nel branco.


Si può notare la ferita sopra alla attaccatura della coda.
Quindi c'era tutta una serie di gestualità partendo dall'Alfa arrivando fino al gregario, atteggiamenti che evidenziavano i ruoli sociali di quei membri. Sistemati/rimarcati i ruoli incominciavano la marcatura, come a dire alla nostra Africa, che quel territorio era loro.
Qualcuno si strofinava con tutto il corpo sulla rete, qualcuno urinava e in seguito scalciava. Tutti e 4 i branchi mostrarono lo stesso comportamento nei nostri confronti.
Non si può negare che Africa fù davvero una grande provocatrice.

RUOLI GERARCHICI...






























LE MARCATURE...








Poi ci appostammo su una torretta delle tante incontrate nel parco, per poterli vedere anche dall'alto.
Abbiamo scattato credo tra tutte e tre circa 4000 foto, di cui tutte bellissime, l'unica difficoltà scegliere le migliori per le stampe.









A nostra grande sorpresa passeggiando, fotografando e assaporando un silenzio quasi magico, solo la voce della Natura in quel momento aveva il diritto di parlare, incontrammo di nuovo Herr Werner Freund, per educazione ci tenemmo a debita distanza, non volevamo dare l'impressione di essere delle seccatrici, anche lui aveva il suo da fare, ma con grande stupore soprattutto per Martina, perchè si rivolse a lei, ci fece cenno di avvicinarci.
Forse sorpreso di vederci gironzolare ancora lì, di solito la gente si dice interessata, ma poi appena finito lo show tornano al loro mondo, mentre a noi quel mondo piaceva, eccome ci piaceva.
Non fummo noi  a fare domande a lui, ma fu lui che ne fece a noi.
Ci chiese se avevamo notato delle differenze tra i vari gruppi di lupi, naturalmente la nostra risposta fu un "si".

Come ho già detto sopra, notammo che i lupi Nord Americani, Euro Asiatici, e Mongoli come li definisce Werner, erano molto più attivi nei rituali, ci davano da intendere che il loro temperamento fosse più alto rispetto a quelli Artici.
Credo che quelli polari siano più duttili all'apparenza, perchè vengono utilizzati molto spesso per i piccoli spettacoli che Herr Werner Freund trova ancora la forza di fare.
Quindi a pare mio, molto più propensi alla presenza dell'uomo, anche se loro alla presenza di Africa, hanno fatto come gli altri, il demonio a quattro per raggiungerci in tutti i modi, cercando di scavare sotto la recinzione, mettendosi in piedi sulla rete (rete elettrificata, credo a momenti alterni).




Ci chiese se avevamo notato qualche reazione al passaggio con il nostro cane, la risposta fu scontata, "si"
Lui ci spiegò che i lupi non reagivano più al passaggio del cane, perchè quest'ultimo ha perso moltissimo del linguaggio lupino nel corso degli anni e a causa delle continue selezioni, manipolazioni da parte dell'uomo, mentre per il CLC, la storia cambia, perchè possiede ancora molto del lupo nel suo corredo genetico e i lupi ne riconoscono la matrice, reagendo di conseguenza.

Ci dice anche che i nostri CLC non hanno reagito all'ululato del branco, perchè non riconoscono quel tipo di linguaggio o dialetto, un pò come per noi, un italiano e un tedesco non si capiranno mai se non a gesti, a meno che non ci sia un traduttore che faccia da ponte tra le parti. Ma noi siamo uomini.

A questo proposito Werner ci racconta il suo incontro con Korand Lorenz.
Lorenz a quei tempi lo fece chiamare per avere uno scambio di opinioni. Lorenz stava osservando il comportamento di diversi animali e Werner a quei tempi relazionava con gli orsi.

Gli chiesi che differenza c'era tra relazionare/vivere con i lupi e gli orsi: mi rispose che sono due cose ben distinte e che vanno vissute.
Le risposte alla domande si trovano solo vivendo quella data SITUAZIONE
Gli insegnamenti vengono acquisiti passo dopo passo.

Concluse la risposta con questa affermazione:
"il lupo vive per il MOMENTO che la VITA gli regala, non ponendosi nessuna domanda, sia per quello che riguarda il passato sia per quello che gli presenterà il futuro..."

Il tempo accanto a lui lasciava ancora poco spazio alle domande, quindi ci chiese se avevamo ancora dei dubbi.
Prima che Martina formulasse la sua domanda, io dissi velocemente la mia.
Gli chiesi come lui facesse a distinguere i ruoli dei cuccioli ancora piccoli all'interno del gruppo e come potevo io, distinguere tra i miei cuccioli quelli che tendevano ad essere più cane da quelli con sfaccettature caratteriali più lupine. Lui mi rispose che occorre solo il TEMPO, per poterlo CAPIRE e di conseguenza di non allontanarlo troppo presto dalla cucciolata, perchè solo vivendoli il più possibile si riesce a capire il loro ruolo e il loro carattere.
Mi raccontò di un cucciolo di lupo Mongolo, che gli fu venduto solo ad un anno di vita e non prima.

Purtroppo nel nostro mondo con tutta questa fame di "maternità" tutti lo vogliono sempre più piccolo, anche se la legge ha imposto un minimo di 60gg.
Io sono d'accordo con il pensiero di Werner e non lo dico, solo perchè lo dice lui, ma perchè ho provato e sto lavorando tutt'ora sui cuccioloni. 
Ho confrontato i risultati del mio lavoro svolto su Kira (Pastore dell'Asia Centrale) data via a 9 mesi, e Taiga (CLC) data via a 8 mesi dopo un recupero di due mesi, con il giusto aiuto i cani si sono inseriti con un estrema facilità nelle nuove famiglie, praticamente educati alla vita di casa. 
Mettendo alla luce le loro caratteristiche caratteriali, le famiglie si sono trovate agevolate, su tutto, dalla comprensione degli atteggiamenti del cane, alla gestione.
Forse 8 - 9 mesi sono troppi per chi desidera un cucciolo da pasticciare, ma credo che un'adozione dai 3 - 4 mesi sia il minimo per iniziare a comprendere di che pasta sono fatti.

Senza contare che chi opta di scegliere un cucciolo deve AVERE, deve SENTIRE di volerlo veramente e non per gioco, la scelta deve essere EMPATICA, solo così si può evitare in futuro qualsiasi problema e per lo meno si riesce a superarlo con maggior semplicità

".....la COMPASSIONE e l'EMPATIA per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere in dono ...."

Charles Darwin

Ora era il momento di Martina.
Martina è sempre piena di domande e da buona svizzera cerca sempre, ma dico sempre di trovare risposte, ma molto spesso il numero delle sue domande supera il numero delle risposte.
Lei ha questo timore di non riuscire a controllare i suoi cani (cosa che tra l'altro le riesce benissimo), purtroppo timore nato dalle regole severe del suo paese.
Werner a questa sua preoccupazione gli rispose: 
" Perchè li temi? non dovresti! In ogni caso tu sei in minoranza e devi accettarli così come sono. Non metterli continuamente in condizioni di crearti problemi. Accettalo. MA non destabilizzarlo perchè noi non possiamo con NESSUN MEZZO togliere - estirpare - annullare la loro ESSENZA.

... Il lupo è lupo, l'uomo e uomo
Solo che il lupo non possiede l'arroganza di classificare l'uomo,
l'uomo invece SI!!! ...

A questo proposito dovremmo ricordare questa citazione dell'amico di Werner:

"... Gli animali ci aiutano a ristabilire quell'immediato contatto con la sapiente Realtà della Natura che è andata perduta per l'uomo civilizzato ..."

Korand Lorenz

Werner ci da ancora uno sguardo, ci osserva mentre siamo in compagnia della nostra mascotte Africa e ci dice che siamo in sintonia con lei, poi mi guardò e riferendosi a quello da me chiesto e raccontato sul mio branco, mi confermò che sostanzialmente per quello detto, non stavo facendo nulla di sbagliato, e tra i tanti padroni di CLC o Saarloos che lo erano andati a trovare o che ha incontrato all'interno del suo parco, noi eravamo quelli che si sono dimostrati più in sintonia con il proprio animale. Africa e Nyal si sono dimostrati ben equilibrati, dando ottime risposte sia all'ambiente che alle persone e anche se in alcuni momenti ci sono stati attimi di timore, anche quella era una giusta risposta alla forte e massiccia presenza del lupo.

Ci fa solo una raccomandazione, di avere sempre a cuore il futuro dei nostri cuccioli.
Ricorda il Sig. Saarloos, l'inventore del cane  Saarloos (incrocio tra un PT e un Lupo). 
Saarloos, secondo Werner commise un grosso errore di valutazione, non preoccupandosi del futuro del "cane", speculandoci sopra.
A questo punto, rimarca ancora il suo pensiero, che la gente acquista cani di questo spessore senza rendersi conto del loro carattere della loro grande personalità.
Non si può dire che Herr Werner Freund non c'è l'abbia a morte con chi lavora con i cani solo per soldi. Non sopporta il consumismo, lo odia in modo sviscerato.

Prima di salutarci, ci pone un'ultima domanda:
"Io ho due vite, quella del lupo e quella da persona, secondo voi quale mi piace di più???"
La risposta era scontata.
Continuò dicendo: "Quella del lupo, non ha regole, si basa su quello che la natura offre, mentre quella da persona, è obbligata a sottostare alle stupide regole superflue dell'uomo arrogante".

Se osserviamo Herr Werner Freund, anche dando solo uno sguardo veloce ai suoi libri e alle foto, possiamo notare con estrema facilità che è una persona "nuda e cruda", anche con i piccoli Boy Scout non era stato dolce, lo stare per tanti anni a contatto con Madre Natura, l'ha portato lontano da quello che l'uomo è diventato nel corso degli anni.

Non si può dire che è un "selvaggio", ma è molto più vicino a quelle popolazioni che sono legate e che vivono a stretto contatto con la Natura, rispettandone le sue regole.

Herr Werner Freund è stato per molto tempo insieme agli aborigeni di tutto il mondo: Ande, Africa, Sud America, Bolivia.
I suoi viaggi gli hanno dato la possibilità di aprirsi a quel mondo a noi tanto sconosciuto, un mondo senza comodità, che ci ucciderebbe nel giro di pochi giorni se ne venissimo a stretto contatto... a meno che non si tratti di un comodo villaggio turistico.

La moglie non l'ha mai seguito nei suoi viaggi ma gli è stata di grande aiuto e sostegno nel suo lavoro.
Altra particolarità di Werner, è che si mostra molto riservato, ha un grande rispetto per la sua vita privata.

Con un velo di malinconia aggiunge prima di salutarci: "Io sono contento del mio lavoro, amo il mio bosco, amo i miei lupi, ma ora non riesco più a godermeli in santa pace, perchè tutto questo è diventato spettacolo e solo alla fine della giornata, quando tutti se ne sono tornati a casa, riesco ad rintanarmi in esso e godere ancora della sua voce, del suo silenzio, del suo respiro...."

Giornata bellissima non c'è che dire.
Forse troppo intensa.
Anche se avessimo fatto mille domande ancora, non saremmo riuscite comunque a cogliere la sua ESSENZA.
La vita, i nostri cari, i nostri cani, le nostre scelte devono essere VISSUTE, devono essere PROVATE, per CAPIRLE, CAPIRE, APPRENDERE e IMPARARE.
Le esperienze degli altri ci possono fornire una guida, un illuminazione, una matrice, oppure dissuaderci dall'intraprenderle, ma non sono e non saranno mai il nostro TRAGUARDO.
Perchè solo NOI, possiamo tracciare la nostra strada, i nostri obbiettivi, la nostra meta.

Alla sera siamo tornati da Paolo a cenare. Al tavolo accanto al nostro c'era una famiglia composta da marito e moglie e due figli.
Non ricordo bene come incominciò la nostra conversazione, ma fu sul tema Herr Werner Freund. 
Scoprimmo tra una parola e l'altra che l'uomo del tavolo accanto, da giovane era un soldato della divisione di Herr Werner Freund, il quale prestava servizio come istruttore super visore.

Gli feci una domanda, gli chiesi se era possibile se Werner non conoscesse altra lingua al di fuori del tedesco.
Lui mi rispose che conosceva si altre lingue, di sicuro l'inglese, solo che come avevamo notato non amava la gente invadente e che già ai tempi parlava solo con le persone che gli ispiravano interesse di conseguenza faceva finta di non capire se l'argomento non gli interessava.
Ci confidò altri particolari, ma non trovo questa la sede giusta per spettegolare su un uomo così interessante e speciale. Con noi s'era dimostrato gentile, disponibile e interessato soprattutto nel pomeriggio e a noi bastava questo per essere felici e soddisfatte.

Katia Verza

ALCUNE IMMAGINI DEI LIBRI DI HERR WERNER FREUND
CHE TESTIMONIANO IL SUO PERCORSO LA SUA VITA, LA SUA SVISCERATA PASSIONE PER LA NATURA.






Questa immagini parlano da sole, PROVARE - VIVERE
sulla propria pelle per capire i comportamenti degli animali
.





Gli chiesi di spiegarmi questa immagine.
Lui mi raccontò che si trattò della morte di una donna, e gli uomini la stavano riportando al suo villaggio, alla sua famiglia, dove avrebbero messo in atto un rituale aborigeno, ovvero ne avrebbero bevuto i liquidi corporei, per consentirle di farla vivere dentro di loro, per non spezzare il legame d'affetto e di unione,







FOTO TRATTE DAI SEGUENTI LIBRI






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HERR WERNER FREUND


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VIETATO QUALSIASI utilizzo intero o parziale senza l'ESPLICITO CONSENSO da parte degli AUTORI e citazione degli stessi.

Autori fotografici:
Katia Verza
Emanuela Amato
Martina Verzasconi

1 commento:

Martina Verzasconi Baronchelli ha detto...

È stato bellissimo leggerti, ma ancora di più sono felice e fiera di vedere che stai percorrendo la tua strada seguendo le orme del vecchio lupo: Werner. Forse non esattamente nella stessa strada, ma in quella direzione!
Il tuo lavoro è appena cominciato, e sta cominciando a dare i suoi frutti... custodiscili con amore e rispetto, ma non dimenticare di condividerli con il piacere e la gioia di farlo; un po' come ha fatto Werner Freund con noi! Ma soprattutto con la semplicità che sempre ti contraddistingue.
Ti abbraccio