III PARTE - 12 - 13 - 14 APRILE 2013 - MERZIG GERMANIA DA HERR WERNER FREUND








Finalmente era arrivato il nostro momento, ora eravamo noi e lui.
Guardò con occhi benevoli i nostri accompagnatori a 4 zampe e si dimostrò molto propositivo.

Non osò neanche per un istante a volerli toccare, atteggiamento inconsueto, visto che tutti quando vedono un cane, istintivamente o maleducatamente cercano di toccarlo.
Accennò soltanto a muovere le dita della mano e fece un verso con la bocca per vedere se loro reagivano a quell'invito.

Solo Africa accennò curiosità, anche se era più intenta a seguire l'odore della carne che usciva dalla macchina di Herr Freund, mentre Nyal provò un profondo rispetto per quell'uomo che pensò di starsene a debita distanza, inoltre l'agitarsi dei lupi attorno a lui a causa del pasto appena elargito lo mettevano in agitazione.

Ci fu un attimo di silenzio, avevamo più o meno la stessa impressione, Werner ci stava studiando, cercava di capire se eravamo persone, alle quali interessava davvero l'argomento lupi, oppure se anche noi eravamo dei semplici curiosi del sabato o della domenica.

La prima cosa che Werner Freund sottolineò osservando i nostri cani, fu quella di precisare che avremmo commesso un grosso errore se noi, li avessimo trattati come cani comuni, dimenticando le loro origini, ma soprattutto pretendendo troppo da loro.

Ci fu chiaro dal primo istante, che a Herr Werner Freund, detestava sia le domande futili, sia il consumismo e tutto quello che gli girava attorno. Infatti basta pensare che esistono ben pochi parchi naturalistici, dove si può entrare gratis, assistere a delle lezioni sugli animali, senza tirar fuori un centesimo.

Herr Freund ha un forte rispetto per Madre Natura e accetta le sue leggi, senza troppo combatterle.
A questo proposito mi vengono in mente gli Eschimesi narrati nel libro di Barry Lopez.

Quando gli ho accennato al fatto, che nel nostro contesto tutto è regolato da "regolamenti, campi di educazione, comandi, e tanto altro", la sua reazione è stata un cenno con la mano dall'alto verso il basso, accompagnato da un "bleau", disgustato.

Lui è convinto che l'uomo è un essere frustrato che continua a scaricare la sua inadeguatezza sui cani o animali in genere, cercandoli continuamente di comandarli in ogni loro movimento.
Cercando sempre di averne il controllo.

Secondo lui il cane come per tutti gli altri animali, andrebbero vissuti semplicemente per quello che sono.

Mi viene in mente a questo proposito un passaggio di Henry Beston: 
"Avremmo bisogno di un diverso concetto degli animali, più saggio e forse più poetico... Trattiamo con condiscendenza la loro incompletezza e il tragico destino di avere assunto una forma assai inferiore alla nostra, e in questo sbagliamo: non possiamo misurare gli animali con il nostro stesso metro. In un mondo più arcaico e completo del nostro gli animali si muovevano compiuti e perfetti, dotati di percezioni sensoriali che noi non abbiamo mai raggiunto o abbiamo perduto, vivendo di gridi che non udremo mai. Gli animali non sono nostri fratelli né subalterni; sono popoli altri, coinvolti come noi nella trama della vita e del tempo, compagni di prigionia dello splendido e faticoso travaglio della terra." 

Herr Werner Freund torna a guardare i nostri cani e ci consiglia di non abbassare mai la guardia con loro, perchè conservano molte sfaccettature del lupo e di conseguenza, questo aspetto li rende Imprevedibili in certe occasioni (ad esempio nel predatorio/odore di selvaggina/controllo del cane nel richiamo).

Quando gli racconto la natura della nostra realtà, cioè che molti acquistano il CLC per il suo aspetto e poi alla prima difficoltà lo abbandonano, mi risponde con questa frase: " un pò come quelli che per sentirsi qualcuno si comprano il mercedes, solo che il mercedes non viene abbandonato e se viene rivenduto non ci soffre ...".

Herr Freund fa una piccola pausa, non si può non notare che anche il parlare gli costa una leggera fatica, forse per quello che le sue risposte sono molto brevi e concise.

Il suo pensiero sulla maggior parte dei padroni dei CLC, Saarloos o razze molto vicine al lupo,  non è per nulla benevola. Considera la maggior parte dei proprietari come persone stupide per queste tipologie di cani, lui le dedinisce "EINE SCHEISSE", preferisco scriverlo in tedesco, anche se non posso dargli torto, visto i numerosi cani in adozione, solo perchè il cane come abbiamo detto prima, è stato scelto per l'aspetto, senza rendersi conto delle reali caratteristiche.
E' davvero un pò come guidare una ferrari e rendersi conto che forse una 500 era meglio.

Non nego che dopo un affermazione del genere e dopo la traduzione un pò imbarazzata da parte di Martina, rimaniamo tutti basiti. Ad esser sincera non sono riuscita a ribattere, primo perchè mi trovavo davanti a una persona di 80 anni, secondo perchè di fronte alla sua esperienza, io mi sentivo una lattante, di conseguenza anche se il boccone è stato amaro, ho accettato di buon grado la sua critica e posizione.

Noto un'altra differenza tra il modo di porsi di Herr Werner Freud e Mr Shaun Ellis.
Freund non te le manda a dire, ti dice apertamente quello che pensa, senza curarsi se la sua risposta ti faccia piacere oppure no, mentre Ellis ti risponde a seconda di quello che ogni uno si vuol sentir dire.

Io non mi vorrei mai sentire dare una risposta di comodo, quindi a Herr Werner Freund va tutta la mia stima.

A questo punto, la domanda che mi viene in mente è lecita, anche se non nego di aver avuto paura a fargliela. Freund ha la tendenza di arrabbiarsi con estrema facilità alle domande senza senso, ma ero comunque curiosa della sua reazione.
Gli ho domando cosa ne pensasse delle scuole di addestramento, la sua risposta è stata breve e concisa: "NON SERVONO A NULLA".






Herr Werner Freund non prova nemmeno una volta a toccare i cani, accenna soltanto  un movimento con le dita della mano, ma senza costarla dal corpo, ed emette un suono con la bocca, solo per vedere la loro reazione.
Rispetta il loro spazio, senza essere invadente.
I cani in seguito lo avvicineranno per loro spontanea volontà.


Noto nel loro rapporto una GRANDE EMPATIA.
I lupi sembrano rendersi conto, della sua età, non ho mai visto tanta delicatezza in un animale avvicinarsi ad un uomo.
L'amicizia che li lega è FORTISSIMA, come è FORTISSIMA la FIDUCIA RECIPROCA.



.... fine parte terza.... la storia continua..

Katia Verza

Autori Fotografici:
Katia Verza
Emanuela Amato
Martina Verzasconi

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