mercoledì 21 febbraio 2018

UN OMAGGIO ALLA MIA GRANDE LUNA SULLEORMEDELLUPO - ARRIVEDERCI


Luna nasceva il 18 dicembre 2005 e veniva a casa con me il 5 febbraio 2006.
Oggi è il 5 febbraio 2018, Luna mi ha salutato con quel suo grande sguardo alle ore 6 del mattino.
Non è più con me.

Dovete sapere una cosa, perché gliela devo a Lei e a tutti gli altri Membri del mio Branco. I miei grandi Maestri non sono state le persone che ho incontrato e che ho pagato per imparare, non sono stati i libri che ho letto; quelle sono state semplicemente delle Esperienze utili, ma solo Esperienze.

I miei VERI MAESTRI, quelli che nel Bene e nel Male mi hanno creata, quelli che mi fanno dire quello che dico, quello che scrivo, sono stati i Miei Cani, e tutti i Cani che ho vissuto, i Miei e Vostri.

Quindi ancora una volta Vi do un Consiglio, è Gratuito provatelo non costa nulla.
Vi regalo la mia Esperienza … Imparate ad Osservarli, ad Ascoltarli con quella parte di cuore dove è rinchiuso il vostro vero Istinto. Quello che non è ancora stato contaminato da quel mondo che tanto ci manipola, ci inquina, ci travolge con cose senza senso.

Questo è quello che ho imparato da loro. Smettete di essere ansiosi, smettete di essere quei genitori di un figlio che non è, e non lo sarà mai, ma imparate ad essergli o esserle veramente Amico, quell’Amico che accetta, ama, senza chiedere troppo, quello che gli basta stare insieme.

Luna era una cagnolina che non amava mettersi in mostra a Lei piaceva guardare il mondo da una certa distanza.
Per essere un Cane Lupo Cecoslovacco, non ha mai creato grandi disastri.
Ma chi era Luna? A Luna piaceva Osservare il cielo, a volte la scoprivo con lo sguardo rivolto verso l’alto a seguire le scie degli aerei; adorava il pane, tanto che il suo saluto consisteva nel prendermi la mano in bocca senza stringere troppo e portarmi davanti al microonde, posto dove lo tengo, chiedendomi animatamente il suo pezzo di diritto.

Mi ricordo che durante il viaggio verso casa, non ha mai chiuso occhio, è stata vigile per tutto il tragitto, ci guardava in modo diffidente, credo che non gli piacessimo.
Mi stupì invece la sua reazione una volta giunti a casa, quando scese dalla macchina e vide il suo Manny che ci aspettava animatamente, esplose in un tripudio di gioia nonostante fosse la prima volta che lo vedeva, era come se non lo vedesse da una vita, come se si fossero ritrovati dopo tanto tempo, e da li furono inseparabili. Il vero disastro era Manny, dedito alla fuga, e lui quando ci riusciva, lei non esitava un attimo nel seguirlo. Addirittura le faceva da palo, ovvero, mentre Lui stava progettando la fuga, magari cercando di aprirsi un varco nella rete, Lei stava a metà tra lui e la metà del cortile che dava sull’ingresso, così da poterlo avvisare per tempo del mio arrivo. Infatti quando sentivo un certo silenzio nell’aria, mi preoccupavo, e non mi sbagliavo.

Non nego parecchi spauracchi, tant’è vero che in un inverno, scapparono lungo la statale 35 dei Giovi, e grazie alla collaborazione con la Polizia stradale dandone  segnalazione li ritrovammo nel giro di poco, quello scherzo mi costò un cesto enorme per ringraziare la Centrale Operativa del Corpo della Stradale che mi aiutò in quell’impresa.

Mi ci vollero quasi due anni per conquistarmi la sua fiducia, e questo avvenne quando partorì la prima volta, una collaborazione così basata sulla fiducia non l’avevo mai vissuta. Ma Manny era sempre il suo Manny.
Con gli anni, la nostra convivenza si consolidò a tal punto, che bastava guardarsi per capirsi.

Ne abbiamo passate veramente tante insieme, tante. Soprattutto quando il mio mondo si è capovolto, e tutto sembrava non avere più un senso. Ma loro erano lì, tutti, sempre.
A volte mi ritrovavo a promettere cose che non mantenevo, del tipo: “domani usciamo in passeggiata”, ma poi domani, dopo il lavoro, e tutto il resto che assorbiva gran parte della mia giornata, la passeggiata veniva rimandata, ma credo che loro lo sapessero, e in cambio ricevevo lo stesso il loro affetto, le loro classiche strusciate, e poi mi sentivo prendere in bocca la mano e venivo condotta davanti al microonde a pagare pegno.

Mentre sto scrivendo, mi vengono in mente tantissimi episodi, come quello in cui fece un volo di circa 8 metri, perché si era arrampicata su una parete rocciosa, per fortuna eravamo in inverno, in montagna, quindi quando scivolò rovinosamente al suolo, fu accolta da due metri di neve riaffiorando come se nulla fosse accaduto, oppure quando era il momento dei calori, che prendeva per il collo Ambra, e non la lasciava andare, non l’ha mai bucata, il suo intento era quello di soffocarla, solo che Ambra una volta liberata dalla morsa si scagliava contro di lei con tutta la sua rabbia, e quindi la vera lotta era quella nel separarle. 
In un occasione di questo tipo, io mi sono guadagnata 30 g di gesso per una frattura ossea del primo metacarpo, mi si era incastrata la mano nella bocca di Luna, mentre Ambra le morsicava il naso, il motivo? Erano i cuccioli, e la mia stupidità nel aver dato retta al mio ex marito, che insisteva nel dire che non sarebbe successo nulla. L’esperienza insegna. Non diedi colpa a nessuno delle due, se non a me stessa, e andammo avanti, con la nostra vita.
Ma superata la fase calda, tornavano amiche, fino all'ultimo giorno, in cui Ambra non si è mai separata da Luna, accudendola durante gli ultimi istanti, leccandole gli occhi e il naso secco, pulendola quando si sporcava. A vedere queste scene, ti viene da chiederti chi è la vera Bestia su questa povera Terra.

Il tempo passa. Spesso pensiamo, che il tempo sarà eterno, ma di eterno forse c’è solo il Buon Dio, noi siamo di passaggio, sta solo a noi a raccogliere e far buon uso, quello che incontreremo sulla nostra strada.

Luna non è stata solo un Cane, ma un Affetto Grande, e mi rendo conto solo ora, che si tratta di un Affetto insostituibile, come lo sono ogni membro del mio Branco.
Loro per me sono quella famiglia che ho sempre desiderato, ma che non ho mai avuto, perché l’essere umano, è più stupido di quel che pensa.
Sono certa di un’altra cosa, Madre Natura regna davvero su di noi, anche se  molto spesso, anzi sempre, noi uomini pensiamo di essere un qualcosa a parte, quasi facessimo parte di un altro mondo, come se tutto il resto fosse a nostra disposizione per farne il bello e il cattivo tempo, ma non è così.
Le regole valgono anche per noi, e sarebbe saggio, che ogni tanto ci fermassimo a considerare questo aspetto.

Luna mi manca, 12 anni non sono tanti, ma non sono neanche pochi, Lei mi ha dato veramente tanto, mi ha dato persino il tetto che mi ripara dalle intemperie. L’unico mio rammarico, che da Lei non ho imparato la pazienza quando serve, e l’agire quando è il momento di agire. Luna era tutto, era tanto, era Mia.

Questo Omaggio, va a Lei.

Katia Verza Sulleormedellupo 

Henry Beston diceva:
„Avremmo bisogno di un diverso concetto degli animali, più saggio e forse più poetico... Trattiamo con condiscendenza la loro incompletezza e il tragico destino di avere assunto una forma assai inferiore alla nostra, e in questo sbagliamo: non possiamo misurare gli animali con il nostro stesso metro. In un mondo più arcaico e completo del nostro gli animali si muovevano compiuti e perfetti, dotati di percezioni sensoriali che noi non abbiamo mai raggiunto o abbiamo perduto, vivendo di gridi che non udremo mai. Gli animali non sono nostri fratelli né subalterni; sono popoli altri, coinvolti come noi nella trama della vita e del tempo, compagni di prigionia dello splendido e faticoso travaglio della terra.“











































Foto Autore: Katia Verza
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