sabato 9 febbraio 2013

LA FAVOLA DI MIMMO...


La scorsa settimana ho ricevuto un e-mail molto particolare, quella di Mimmo che raccontava la sua storia, la sua scelta, il suo percorso di vita con Ghibli, un maschio di CLC.
Ve la voglio postare, non per l'atto di stima che lui fa nei miei confronti, ma perchè la sua storia dovrebbe essere letta, con la speranza che sia di aiuto, a quelli che hanno scelto il suo stesso cammino e per chi lo vuole intraprendere.
La considero una favola moderna, molto bella, almeno a me è piaciuta tantissimo.
Nell'attesa di conoscere personalmente Mimmo e la piccola Gaia, vi lascio al suo bellissimo testo.
Sperando di avervi fatto cosa gradita, vi auguro un buon fine settimana.
Katia Verza

Ciao Katia, mi chiamo Mimmo e direi che potrei definirmi come il migliore amico di Ghibli! Capisco la tua perplessità ma forse, se avrai la pazienza ed il "tempo" (visto che i lupi ne rubano molto... oltre a rubare tutto il resto) di continuare a leggere, capirai.

Da quando ero un cucciolo, o perlomeno da quando ne ho ricordo, ho sempre sentito forte dentro di me un richiamo irresistibile che proveniva dal bosco; ne ero fortemente attratto nonostante quel posto così lontano dalla comoda città in cui vivevo esercitasse su di me anche un certo timore. Il timore di perdersi, il timore di farsi male, la paura di incontrare chissà quali bestie che avrebbero potuto fare ciò che volevano di un inerme bimbo di pochi anni, eppure sentivo che quei timori e quelle paure erano anche la "voglia" di perdersi, di girovagare, di andare alla scoperta dell' occulto e di "incontrare" ciò che non conoscevo. Figlio di due cittadini che più cittadini non si sarebbe potuto ed educato ad un falso e borghese perbenismo mi stavano stretti i marciapiedi di cemento e le strade d'asfalto senza fauna e flora in cui gli unici versi che potevi ascoltare erano quelli di "strani animali" che si muovevano frenetici su due o quattro ruote ed emettevano scorie dall'odore completamente diverso da quelle emesse da me stesso nella mia intimità o dai rari gatti o cani randagi che di tanto in tanto intravedevo furtivi ai limiti territoriali del nostro mondo costruito, ben attenti a non entrare in contatto con la bestia più feroce e crudele che la terra abbia mai visto: no, hai sbagliato! non è il TREX...è L'Uomo.
Dopo aver tentato diverse volte questa fuga in quel bosco ed essermi perso, a volte anche all'imbrunire, dopo essere stato ritrovato (devo ammettere però anche con una certa felicità da parte mia nonostante le botte dopo) e solo dopo diversi anni, in un'età ormai matura, ho capito il significato di quella voce che sentivo dentro. Era quella del Lupo. Il lupo che era e ringhiava forte dentro di me ma anche il lupo vero che vive nei boschi. Prima lupetto poi scout mi sono però scontrato sempre con la falsità degli uomini e così via via nel corso della vita ho abbandonato quelle strade i cui cartelli indicavano una meta nobile ma che in realtà venivano costruite da gente facoltosa ed ingorda di avere sempre di più ed assolutamente incurante di quali sofferenze potesse arrecare la loro percorrenza.
Così sono ritornato ad ascoltare il lupo! quello che aveva paura, quello che aveva fame, quello che aveva freddo o che semplicemente cercava una compagna/o perchè le esigenze di carne non sono tutte uguali - e chissà poi perchè nella nostra società opulenta non ci si vergogni di abbuffarsi di carne oltre misura che poi ci farà morire di malattie cardiovascolari, mentre ci si debba vergognare di desiderare altra carne- ed ho capito improvvisamente che non potevo lasciar scorrere via tutta la mia esistenza mortale senza avere come compagno un lupo.
Nel 2009, felicemente sposato con una moglie che adoro e padre di una bambina meravigliosa di 4 anni ho cominciato a leggere di tutto e dappertutto (internet compreso) dei lupi cecoslovacchi. Ma a me, piccolo e stupido borghese, educato alla chiesa (dove gli animali non sono ben accetti da sempre) era stato precluso come fosse un dogma di possedere un cane o altro animale e devo confessarti che fortissime sono state , per la durata di oltre un anno, le perplessità se compiere il passo di prendere un lupo cecoslovacco o no. Con mia moglie Michela abbiamo lungamente e fortemente studiato ed analizzato tutte le nostre condizioni di vita e sondato in profondità le motivazioni che ci spingevano a questa scelta, non tanto per noi stessi, quanto perchè aberrante ci appariva la porta sempre aperta che si insinua come un tarlo nella mente di questi miserabili esseri umani che siamo, e cioè la porta della possibilità dell'abbandono. L'abbandono, quando non è causato dalla morte, è sempre e comunque un tradimento perchè in ogni caso si ha sempre a disposizione la possibilità della scelta estrema che è quella di morire con chi si ama, basta solo averne il coraggio; quindi paradossalmente l'abbandono è il tradimento non solo dell'altro ma sopratutto di se stessi, è il tradimento delle proprie idee e delle proprie scelte.
Alla fine ci siamo accorti che quattro anni prima avevamo fatto lo stesso percorso prima di effettuare la scelta di mettere al mondo nostra figlia Gaia. Abbiamo imboccato una strada che abbiamo costruito insieme e senza mettere cartelli perchè la meta era dentro di noi e non c'era bisogno di indicazioni stradali da seguire. Sarebbe bastato seguire quelle che qualcuno ha definito "quelle ragioni del cuore che non sempre la ragione può comprendere", quelle che ci si induce a seguire al di là delle difficoltà economiche  o ambientali, al di là dei condizionamenti sociali, al di là di ogni ragionevole dubbio solo e semplicemente perchè siamo animali e l'istinto di conservazione della specie non può essere sopito.
Il 16 aprile del 2011 è nato Ghibli, bellissimo Lupo Cecoslovaccho maschio, che è entrato con una forza dirompente nella nostra vita e nella nostra famiglia. Quando parlo di forza dirompente nessuno meglio di te puo capirmi. Si ok, pazienza, forza, determinazione, autorevolezza, amore e tutto il resto però... mamma mia se è stata dura!
Il cane è il miglior amico dell'uomo? può darsi anzi è sicuro, ma ti garantisco che io sono il miglior amico di Ghibli tanto che a volte mi chiedo se in me non ci sia davvero un pò del lupo che è innegabilmente in lui.
Appena portato a casa, consapevole che la più grande ricchezza è l'umiltà di riconoscere le proprie debolezze ed ignoranze e nonostante avessi letto di tutto e di più ho comprato il tuo libro "Manuale di sopravvivenza con un cucciolo..." che non ho letto ma studiato per mesi e mesi ripetutamente alternando momenti di euforia a momenti di sconforto. Oggi però credo sia arrivato il momento di dirti grazie per tutti quei consigli preziosissimi che ho trovato nel tuo libro ma anche visitando a fondo il tuo sito Sulle orme del lupo.
Viviamo in simbiosi con Ghibli per quanto una vita fatta anche di lavoro e studio ci consente e da quando lui è arrivato nella nostra famiglia le vacanze sono tutti insieme oppure semplicemente non sono! Ghibli non sa cosa sia una pensione per cani! Il rapporto con Gaia (che oggi ha sette anni e mezzo) è meraviglioso al di là di ogni aspettativa e sono sinceramente felice di vedere che sia un lupo ad accompagnare la sua crescita ed il suo divenire "donna"  cosa che a me è stata negata.
Molte cose sono cambiate. Abbiamo abbandonato la città per andare a vivere in quota a 700 metri di altitudine in un paesino di duemila anime circa sull'appennino tosco-emiliano che si chiama Monzuno in provincia di Bologna; in una casa indipendente pagata meno della metà di una casa in città che sarebbe stata grande meno della metà (pensa l'assurdo!!) ,con un giardino di circa 300 mt. quadri ed un anti garage di circa 50 mt. quadri tutto piastrellato con autobloccanti dove Ghibli  (SENZA POTER SCAVARE!!) trascorre le ore in attesa del ritorno di uno di noi dal lavoro (per fortuna Michela fa i turni in ospedale e ciò consente di essere presenti alternativamente), il resto del tempo è sempre con noi. Ho sempre rifiutato l'idea di tenerlo in un box di pochi metri a prova di evasione. Lui rompeva la recinzione ed io aggiustavo (però lo ammetto qualche volta gliele ho date, sono pur sempre un miserabile uomo) ma alla fine il rapporto è cresciuto; io ho costruito con le mie mani e con il sudore della mia fronte una recinzione a prova di galeotto di Alcatraz, e lui non distrugge più. Ma se devo essere sincero fino in fondo non sono del tutto sicuro che la mancata distruzione sia frutto delle mie fatiche fisiche; Anzi sono quasi convinto che sia frutto delle fatiche educative di Katia Verza che ha saputo "educare" un lupo di nome Mimmo affinchè costruisse un legame profondo con il suo amico Ghibli. Lupo Mimmo è ritornato nel bosco.
Ora che sai "quasi" tutto di me e con la consapevolezza di essere e rimanere comunque uno stupido essere umano non voglio commettere l'errore di essere anche presuntuoso. La mia esperienza con i lupi cecoslovacchi si limita solo a quella con un esemplare che è Ghibli e, occasionalmente, con altri che ho avuto modo di frequentare di tanto in tanto in incontri, classi di socializzazione ed altre circostanze più o meno programmate.
Nel corso del 2011/2012 ho frequentato un corso base con un educatore cinofilo a mio avviso molto bravo, ma senza nulla voler togliere alla sua professionalità e con il pieno rispetto della validità dei suoi insegnamenti in generale sui cani e sul rapporto uomo/animale credo di poter dire, senza sbagliare, che i lupi sono un'altra cosa e che ci vuole un'esperienza diretta con essi per riuscire a comprendere appieno il messaggio silente ma profondo che ti lanciano con uno sguardo magari accompagnato dalla movenza di abbassamento della testa e del collo verso terra pur mantenendo dritte le zampe, magari da dietro un cespuglio; non un abbaio, non un guaito, non un qualsiasi piccolo rumore se non il frusciare del pelo nella movenza repentina, attenta e quasi fuggitiva come quella di un selvatico, uno sguardo che ti scava e ti cresce dentro lento come un cancro a cui non puoi sfuggire; ecco, in quei momenti sento di non desiderare altro ed il giorno in cui ciò non mi emozionerà più come fosse la prima volta smetterò di alzarmi all'alba ed andare nel mio bosco.
Preferisco morire così, seduto sotto un larice o un abete, magari in autunno.
Nel tuo sito ho avuto modo di leggere della possibilità di partecipare allo stage del 24 febbraio prossimo e mi piacerebbe farlo. Il posto non è proprio dietro l'angolo per me ma sono pronto ad affrontare il sacrificio del viaggio ed anche quello economico perchè il tuo libro (acquistato tramite internet con unibook) non mi ha deluso e sono convinto che tu possa farmi crescere ancora un pochino.
Ho anche avuto modo di fare un incontro virtuale con una tua amica, "Taiga" . Ho ricordato il mio Ghibli fino all'età di sette mesi, le nostre corse insieme, le nostre scorribande per campi, colline e valli, le nostre faticosissime escursioni in alta montagna su in Alto Adige, la comquista insieme delle vette dopo giornate di fatica e sudore e la consolazione di una cioccolata calda o di un grappino su al rifugio per me e di un succulento wurstel tirolese per lui, ma sopratutto quella meravigliosa intesa di uno sguardo, al di là delle chiacchiere, al di là delle parole, al di là delle promesse che non saranno mantenute e delle bugie sotto occhi in falsa piena tipiche solo degli esseri umani. Poi ho pensato a Taiga in quello stesso periodo di vita che per un cucciolo rappresenta la costruzione e la fortificazione delle radici della propria esistenza futura ed a quanto a volte il destino sia crudele e forte si è insinuato  in me un tarlo. Io non so dirTi cara Katia , al di là del forte desiderio che sento crescere in me, se io e la mia famiglia saremmo adatti ad adottarla. Come ti ho già detto siamo solo degli "innamorati ma ignoranti" e la nostra esperienza è veramente ben poca cosa rispetto alla sfida di riconquistare l'anima di un animale ferito.
Potresti essere tu a giudicarlo ma per farlo dovresti fare uno sforzo enorme che è quello di conoscerci bene a fondo e, credimi, è enorme perchè siamo esseri umani e non lupi. Se scommetti su un cavallo hai una piccola possibilità di vincere, ma se scommetti su un uomo...
Scusa se i miei scritti hanno sconfinato ma come lupo devo essere un pò romantico (purtroppo o per fortuna).
Ti sarei grato se mi facessi sapere cosa fare per partecipare al tuo stage ( a proposito porterei anche la mia cucciola Gaia, mentre mia moglie Michela non può perchè lavora anche nei festivi) e a che ora inizia e finisce lo stage (sai per noi c'è anche il viaggio) e se dobbiamo portarci qualcosa da mangiare da casa o come si fa.
Rimanendo in attesa di tue informazioni  e considerando il fatto che noi ti conosciamo anche visivamente dalle foto sul sito internet, mi è sembrato giusto allegare alla presente mail anche un paio di foto del nostro branco.
Ciao e buona serata, Mimmo.

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