domenica 13 gennaio 2008

DISPLASIA DELL'ANCA - ARTROSI

DISPLASIA DELL'ANCA E RISCHIO D'ARTROSI.
"E' una malattia su base ereditaria, ma molto si può fare per prevenirla e contrastare il rischio Artrosi"
LA MALATTIA DELLE TAGLIE "GRANDI"....
Agli inizi degli anni 30' degli anni del 900, veniva scoperta la "Displasia", allora veniva definita una malattia rara.
Oggi invece la Displasia dell'anca, caratterizzata dalla malformazione sia della testa dell femore che della cavità del bacino (acetabolo) è considerata la più comune malattia ortopedica dello sviluppo del cane.
E' una malattia che può colpire tutti i cani sia di razza che non, dalle taglie piccole alle taglie grandi, ma solo quest'ultime sono le più soggette a questa patologia.
Sono le taglie "forti" come quelle dei molossoidi, alcune razze come Terranova, Alani, Pastori Tedeschi; Rottweiler, San Bernardo, il Bernese, Cane Corso, Bovari Svisseri, Mastiff, sono tra i cani che fin dai primissimi mesi di vita sono i più a rischio d'avere articolazioni dell'anca non adeguatamente conformate ed instabili.
Ed è la progressiva riduzione dell'area di contatto tra la testa del femore e l'acetabolo a rappresentare il terreno di partenza della più grave conseguenza della Displasia dell'anca: "l'Artrosi".
LE CAUSE:
UN LEGAME TRA GENETICA ED AMBIENTE...
Le cause che portano alla Displasia sono molte, ma la prima fra tutte è l'ereditarietà.
Genitori chiaramente displasici, oppure apparentemente sani, ma portatori dei tantissimi geni della displasia, generano cuccioli destinati a manifestare con la crescita, articolazioni dell'anca malformate ed instabili.
Ci sono comunque altri fattori da tenere in considerazione, che aumentano il rischio di Displasia nei soggetti geneticamente predisposti.
La rapida crescita scheletrica, tipica del cucciolo di grossa taglia fa si che le sue masse muscolari e legamentose non siano proporzionalmente sviluppate per garantire la giusta stabilità all'articolazione.
Anche i fattori Ambientali possono influire negativamente; uno squilibrio alimentare, può provocare una crescita distorta e disarmonica; i traumi a cui il cucciolo è particolarmente esposto per naturale vivacità dei suoi atteggiamenti; al terreo di crescita e all'esercizio fisico smodato.
ATTENZIONE L'ARTROSI SI FA' STRADA...
La Displasia dell'Anca inizia in modo subdolo.
Il cucciolo potrebbe manifestare un atteggiamento tranquillo, evitando di saltare, muoversi in maniera eccessiva, salire e scendere le scale, giocare vivacemente come fanno tutti i cuccioli.
Tutti atteggiamenti che potrebbero essere attribuiti dal padrone, come "pigrizia" più a "sofferenza".
Nel tempo questi segnali sono destinati a peggiorare e a compromettere drasticamente la qualità della vita del nostro amico.
La zoppia e il dolore tenderanno ad essere sempre presenti, e il cane ancora giovane elaborerà nuove posture antalgiche; avrà difficoltà sia nello sdraiarsi che nell'alzarsi e potrebbe avere difficoltà nel sorreggersi sugli arti posteriori.
Il responsabile di questo peggioramento ha un nome ben preciso: ARTROSI.
L'instabilità articolare tipica della Displasia dell'anca agisce infatti fin da subito su tutti i tessuti articolari,portando a progressive alterazioni di natura artrosica: erosione della cartilagine, infiammazione, gravi cambiamenti morfologici dell'osso.
Queste alterazioni nella struttura scheletrica daranno al cucciolo una andatura claudicante, inoltre si noterà una rigidità nei movimenti con comparsa di forte dolore costante.
Col tempo i cuccioli con forme medio gravi di Displasia sono destinati a sviluppare l'artrosi, che nel corso della loro crescita sarà la causa del grave deterioramento della qualità della vita nella fase adulta e anziana.
COMBATTIAMO L'ARTROSI CON LA PREVENZIONE...
Attenzione: "displasici si nasce non si diventa".
Per questo motivo, non esiste terapia che possa ristabilire appieno la naturale funzionalità di un'anca displasica.
SI PUO' FARE MOLTO PER PREVENIRE O LIMITARE LO SVILUPPO DELL'ARTROSI DELL'ANCA CONSEGUENTE A DISPLASIA.
COSA SI PUO' FARE E COSA SI DEVE FARE....
1) Limitare la diffusione della Displasia.
Come abbiamo appreso la Displasia è una malattia genetica ed ereditaria, quindi se ne può limitare la diffusione.
Rivolgetevi ad esempio ad allevatori Seri e Affidabili, che non effettuino accoppiamenti troppo frequenti tra consanguinei, e soprattutto che comunichino al futuro proprietario il responso ufficiale rilasciato da una Centrale di lettura riconosciuta dall' Enci (Ente Nazionale Cinofila Italiana), circa il grado di displasia rilevato nei genitori o viceversa, l'esenzione nei confronti di questa patologia.
2) Favorire una diagnosi precoce.
Visite ortopediche a partire dai 4 ai 5 mesi di vita, controlli radiologici verso l'anno di età del cucciolo.
In base agli esiti delle Prime visite si possono programmare i controlli successivi. In alcuni casi il medico veterinario potrà prendere in considerazione un intervento chirurgico per ristabilire per quanto possibile l'anatomia dell'anca compromessa.
E' inutile dire che prima diagnostichiamo la displasia prima potremo intervenire nella maniera adeguata per aiutare il nostro amico peloso.
3) Attuare un regime dietetico adeguato. Evitare diete ricche di calcio e vitamina D che hanno solo effetto di promuovere una crescita anormale, tendente a privilegiare la massa ossea rispetto a quella muscolare.
Una crescita ben diversa da quella che avviene in natura laddove i Canis Lupus selvatici raggiungono la maturità scheletrica e muscolare in tempi molto più lunghi rispetto a quella del nostro compagno urbanizzato.
4) Prevenire l'Artrosi con l'aiuto della Condroprotezione.
La Condroprotezione fa uso di sostanze che sono in grado di proteggere e rinforzare la cartilagine, messa a dura prova da una cattiva modificazione dell'articolazione displasica. Queste sostanze aiutano a contrastare lo sviluppo dell'artrosi e se questa già presente a limitarne i danni e il dolore.
Inoltre esistono altre sostanze come l'acido lipoico il suo utilizzo può potenziare la stabilità dell'articolazione immatura, ammortizzando così gli stimoli anormali che gravano sui tessuti articolari.
OBBIETTIVO:
RIDURRE AL MINIMO IL RISCHIO DI INSORGENZA E RITARDARE LA COMPARSA DELL'ARTROSI.
CHE COSA E' LA CONDROPROTEZIONE???
Significa proteggere le cellule della cartilagine dalla degenerazione cellulare che incomincia con il processo dell'artrosi.
In una situazione di benessere fisico i condrociti (cellule della cartilagine) svolgono 2 funzioni importanti. La Prima quella di produrre i proteoglicani (potremmo chiamarli mattonicini) per la costruzione della cartilagine; la seconda: la distruzione dei proteogliacani vecchi, ovvero eliminare le cellule vecchie per favorirne la crescita di quelle nuove, garantendo così un ricambio bilanciato per la salute di questo importante tessuto.
Quando abbiamo un'insorgenza di Artrosi, questo equilibrio viene a mancare; c'è una distruzione di cellule in numero maggiore rispetto alla crescita di nuove cellule con conseguente sfaldamento della cartilagine, questo fenomeno prende il nome di "CONDRODEGENERAZIONE".
dopo studi oggi abbiamo appreso che alcune sostanze sono in grado di contrastare la Condrogenerazione riportando la cartilagine allo stato di benessere.
Si tratta di CONDROPROTETTORI, sostanze che stimolano i condrociti ad aumentare la produzione di nuove cellule cartilaginee e a diminuire la distruzione con lo scopo di proteggere e rinforzare la cartilagine portandola a recuperare la propria struttura di tessuto sano.
Ora in commercio di sono diversi prodotti che possono aiutare il vostro amico a quattro zampe, ma come consiglio sempre, a ogni dubbio, a ogni perplessità, sospetto, RIVOLGETEVI SEMPRE al vostro VETERINARIO perché è l'unico che vi può consigliare in maniera adeguata riguardo la salute le vostro amico peloso...
Spunti tratti dal Mensile CANI UTILI WORDDOGS del mese di Dicembre anno 2007.

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