giovedì 7 agosto 2014

IL SEGRETO PER VIVERE BENE UN CANE, STA PROPRIO NEL VIVERLO....

Vivere un Cane, sembrerebbe la cosa più semplice di questa terra, infatti una volta i cani stavano solo nei cortili, nei greggi, in quei posti dove si richiedeva un loro servizio, ora i cani stanno ovunque, in città, nei mini appartamenti, in quelle minuscole villette a schiera, nelle borsette, nelle tazze di arredo, ovunque... 

La cinofilia, ci invia milioni di messaggi, a volte assurdi, i quali ci garantiscono naturalmente pagando profumatamente a suon di soldi, che il cane dei nostri sogni, può stare ovunque noi vogliamo, come se si trattasse di un oggetto di arredo.

Io sono cresciuta in mezzo agli animali, da quelli da cortile a quelli di allevamento, ai numerosi cani che mio nonno aveva sempre al suo fianco, fino l'ultimo giorno della sua vita.
Lo accompagnavano ovunque, persino nei pomeriggi quando si recava all'osteria a giocare a briscola, e nei periodi di vacanza, il primo posto nell'auto era proprio riservato al cane, e guai agli altri se osavano dir qualcosa, se obbiettavano, lui rispondeva secco: "se volete è così, se no statevene a casa"

Mio nonno era così, credo di aver ereditato molto da lui, l'amore, la passione ma forse quel senso di amicizia che nutro verso i miei cani.
Guardandoli, osservandoli, nei loro movimenti, nelle loro pennichelle, nelle loro attività, mi rendo conto che il cane è l'unico essere che riesce a strapparmi e a stamparmi in volto un sorriso di benessere.

Molti mi chiedono come fare, per educare i loro cani, una buona percentuale di loro, inizia l'educazione troppo tardi, alcuni lo comprano e poi se lo dimenticano in cortile, ma in tanto il cane cresce, si forma, si crea una sua identità, una sua personalità. 
Arrivati a questo punto, entrare in sintonia con lui diventa non impossibile, ma diventa difficile conquistarsi la sua fiducia ma ancor di più la sua stima.

Immaginatevi di vivere per tanto tempo da soli, e un giorno qualcuno arriva alla vostra porta, e inizia a dirvi come vivere, quale sarebbe la vostra reazione?

La stessa cosa per  il cane. Il cane per essere ubbidiente ha bisogno di relazionare con il proprio padrone, di condividere gli stessi spazi, o semplicemente i momenti di vita quotidiani, come le passeggiate, andare a prendere i figli a scuola, andare a bere un caffè, un gelato.
Di norma queste sono le cose che andrebbero fatte per chi vuol vivere un cane di famiglia, se vogliamo chiamarlo in questo modo. 
Certo il modo di vivere un cane cambia dall'esigenza che noi abbiamo. 
Un cane da guardia non potrà vivere come un cane di famiglia, dovrà sottostare a determinate regole, come ad esempio un cane da lavoro.

Ma tralasciamo questi due ultimi esempi. Parliamo del nostro compagno di vita.

Una volta lessi da qualche parte, che se si voleva instaurare un buon rapporto con il nostro cane, occorreva VIVERLO.
Il narratore consigliava una settimana di campeggio in mezzo ai boschi, lui e il cane nessun altro. 
Quell'idea mi rimase impressa nella mente, tanto che la provai a mettere in pratica. 
Non la misi solo in pratica, come isolamento, ma la feci il mio modo di lavorare.
Lavorare non in campo, ma nella vita di tutti i giorni, obbligando il conduttore a capire e a vivere il proprio cane, cercando di destreggiarsi nelle situazioni, ma non con coercizione nei confronti del cane, imparando a capire cosa il cane ci invia, ci dice, ci esprime. In base a quelle risposte, segue l'adattamento.

Ebbene si, non si deve solo adattare il cane al nostro volere, ma anche noi dobbiamo adattarci alle emozioni del nostro cane.

Vi porto l'esempio di Susanna e Inuk, loro sono parte della mia famiglia canina, se vogliamo chiamarli così. Inuk non è altro che Silver Sid Sulleormedellupo figlio del mio Manny e Luna. Bellissimo soggetto, equilibrato. Suo unico neo, vive a Milano.
Susanna è una ragazza molto tenace, vive praticamente da sola, e da sola gestisce Inuk anche quando la sua salute la mette a dura prova. Vivere a Milano, non è semplice, città caotica, stressante. 

Da molto tempo mi esprimeva il desiderio se potevo darle al casa in montagna, aveva voglia di evadere, di rimettersi un pò l'anima serena, di disintossicarsi dal caos, cosa di cui anche Inuk soffriva.

Si è presa un mese sabbatico, lei e il suo Inuk si sono trasferiti soli soletti, nel mio Refuge des Reves (il rifugio dei sogni).
Sono su già da 5 giorni, e dalle notizie che mi arrivano, sembrano avere ritrovato la serenità, e a detta di Susanna, Inuk si sta dimostrando molto più calmo, meno stressato e reattivo, senza contare molto più ubbidiente.

Vivere un cane, è molto più semplice di quanto di possa immaginare, solo che occorre capire come farlo, ma soprattutto occorre avere voglia di farlo...

Katia Verza 
































































Foto: Katia Verza
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