mercoledì 30 luglio 2014

VISITANDO IL PARCO ALFA LOUP DEL MERCANTOUR - FRANCIA


VISITANDO IL PARCO ALFA LOUP DEL MERCANTOUR – FRANCIA

Il nostro viaggio, ha avuto inizio lunedì 14 luglio 2014. 
Io e Jaky proprietaria della mia Taiga, ci siamo dirette verso la Francia, obbiettivo il Parco Alfa Loup del Mercantour.

Dopo la mia visita al Parco Centro Uomini e Lupi diEntraque, la mia curiosità verso il Parco Alfa Loup si è fatta più viva.
Dopo uno scambio di opinioni, chiesi a Jaky se, se la sarebbe sentita di accompagnarmi a visitare il Parco. 
Onestamente non pensavo che aderisse all’idea, visto i suoi numerosi impegni lavorativi, invece ha aderito con grande entusiasmo, facendomi addirittura una bellissima sorpresa, anticipandomi sulla prenotazione e programmando un’intera giornata con i Lupi.

Quindi quello che ci attendeva, non era solo "il semplice giro turistico" all’interno del parco, ma una vera e propria giornata didattica con il personale del parco Alfa Loup, avremmo potuto vedere il lupi da una posizione privilegiata rispetto agli altri visitatori, inoltre avremmo preso parte alle varie attività lavorative e gestionali riguardante i lupi.

Gli argomenti che avremmo toccato, sarebbero stati tanti, dalla preparazione del cibo (stoccaggio - scongelamento), il programma dietetico dei lupi, la somministrazione dei farmaci mediante cibo o mediante fucile, la preparazione e tecnica di sparo della sedazione, la presentazione dei singoli branchi e la differenza tra loro.

Nel pomeriggio, invece ci sarebbe stata l'osservazione di un altro predatore, quella del rapace, ovvero una dimostrazione pratica della falconeria di Les Horts de Wahalla.

Come dicevo sopra, il nostro viaggio ha avuto inizio lunedì. 
Partita da Pavia ho raggiunto la provincia di Cuneo, per unirmi nel viaggio con Jaky, da Boves, abbiamo raggiunto il Colle della Lombarda fino a scendere a Saint Martin Vésubie.
Nonostante l’ultimo pezzo di strada si fosse rivelato, abbastanza impegnativo per il mio problema legato al mal d’auto, il paesaggio ha offerto grande gratificazione al mio obbiettivo fotografico e allo spirito, facendomi quasi dimenticare le impegnative curve.
Per un attimo, mi sono persino dimenticata che stavo attraversando le bellissime Alpi Marittime.

Come avevo già scritto nel precedente articolo, Le Alpi Marittime grazie alla loro posizione geografica, ricoprono per quanto riguarda la biodiversità un' importanza a livello internazionale.

L'Influenza del clima marino unito a quello alpino, l’accostamento di suoli con origine e composizione chimica diversissime tra loro, la presenza di una gran varietà di microambienti estremamente diversificati, gli permettono di  ospitare in uno spazio relativamente ristretto una concentrazione eccezionale di specie.

Durante la traversata, abbiamo toccato ambienti come: boschi, pareti rocciose, laghi e praterie alpine, pietraie o arbusteti. Devo dire che la morfologia tormentata del territorio, l’alternanza continua di creste, valli, vallette e dirupi, gli ha conferito un aspetto molto affascinante.

Anche questa volta, ho potuto notare molta fauna, come i giovani cervi, e Lei l’inimitabile Marmotta con i suoi piccoli. 
Inoltre a causa di un clima per nulla estivo, ma piuttosto primaverile abbiamo potuto godere di una vegetazione straordinariamente in fiore, dal rododendro selvatico, alla genziana, e ai mille fiori tipici dei prati montani.

Giunte a Sant Martin Vèsubie nel tardo pomeriggio e dopo aver posato le valigie, ci siamo concesse due passi, andando all’esplorazione della via che ci avrebbe condotto al Parco Alfa Loup.

Abbiamo alloggiato all’Hotel Le Boréon. La cena è stata un susseguirsi di racconti, non era tanto tempo che avevo visto Jaky, erano solo un paio di mesi che con ci vedevamo, ma di cose da raccontarci ce n'erano parecchie, quindi la serata è trascorsa molto velocemente e piacevolmente. 

Dopo cena siamo andate nelle nostre rispettive stanze, non posso dire che non ero stanca, ma anche molto eccitata all'idea che ’indomani mattina ci avrebbe atteso la nostra guida per il Tour Soigneur d’un Jour a Parc Alfa Loup.



















Verso Saint Martin Vésubie


Un Arcobaleno alle porte di Saint Martin Vésubie, quasi a darci il Benvenuto.






















La nostra Soigneur d’un Jour aveva inizio 














Passez la Porte et entrez dans le 
Temps du Loup

Passate la porta e entrate nel tempo del Lupo


Ci attendeva una splendida mattina, il cielo era terso sgombro da qualsiasi nuvola, l'aria era frizzante.

Preparato lo zaino con dentro l'unica cosa che ci poteva servire, ovvero la macchina fotografica e vari obbiettivi, fatta un abbondante colazione, ci siamo dirette con largo anticipo sull'orario previsto all'ingresso del parco ad attendere la nostra guida.

Furono finalmente le 9:00, dopo aver effettuato la registrazione del nostro ingresso, abbiamo fatto la conoscenza di Magali Dupont.

Quando la vidi, mi diede l'impressione che non fosse troppo entusiasta di quella giornata.
Ci guardò con aria sconsolata. Aveva sul volto la mia stessa espressione di quando mi trovo davanti ad un pubblico che quando parli, sai già in partenza che non verrai ascoltata, perchè sono già proiettati da un'altra parte, oppure alla prossima domanda.
Oggi giorno funziona così, la gente ti pone tante domande, ma si dimentica di ascoltare le risposte.
Credo che questo lato del suo lavoro, forse come nel mio, sia il meno gratificante.
Parlare e non essere ascoltato è l'aspetto meno piacevole.

Credo che in quell'attimo tutte e tre, abbiamo cercato la formula per andare d'accordo in quella giornata.
Dopo le presentazioni iniziali e dopo la prima domanda di Magali: "Avete visitato altri Parchi?", abbiamo iniziato a trovare la chiave di lettura giusta. Avevamo trovato qualcosa in comune, la Passione per gli Animali, in questo caso il Lupo.











Magali ci condusse al primo branco, i Giovani Lupi Neri del Canada.
Avevamo davanti tre bellissime femmine nere, un pò spelacchiate a causa della muta estiva.
I loro nomi: Hoona, Healy e Gelena, nate il 23 aprile 2013 presso lo zoo di Mulhouse in Canada e ora ospiti di 2,5 ettari di terreno presso il Parco Alfa Loup.

Ai nostri occhi si sono dimostrate molto socievoli e curiose. 
La particolarità del Parco è che si possono vedere gli esemplari, non attraverso le reti, ma attraverso i vetri. 

Nonostante i vetri siano oscurati, gli esemplari avvertono la nostra presenza anche in assoluto silenzio, infatti appena entrati nella casetta osservatorio, ci siamo viste un musone nero dagli occhi gialli appoggiarsi contro il vetro con aria interrogativa, cercando di capire chi ci fosse dall'altra parte.










Il parco Alfa Loup non è da considerarsi uno zoo, ma bensì uno spazio di diversi ettari, un ambiente naturale dove i lupi vagano liberamente, anche se vengono nutriti e curati dall'uomo.

Il parco si trova tra i 1500 e i 1900 mt sul livello del mare. La zona in cui è stato costituito il parco non è stata scelta a caso, ma bensì sulla presenza del lupo.
Il lupo in Francia scomparve dagli anni 30', solo nel 1992 il Lupo italiano "Canis Lupus Italicus tornò ad occupare il territorio.
Protetto in Italia da una politica conservatoria, il lupo italiano iniziò a formare grandi nuclei famigliari spingendolo alla ricerca di nuovi territori da occupare, sconfinando così fin sulle Alpi francesi del Mercantour.

I Lupi Grigi dell'Europa dell'Est
















La Lupa Italiana











Dopo i bellissimi Lupi Grigi, Magali ci condusse all'unico esemplare, che non era esposto al pubblico.

Si trattava di una Lupa Italiana. Essendo molto schiva e guardinga, il parco ha deciso che per lei era meglio la tranquillità, che il trambusto dei turisti curiosi, per questo Magali non ci garantiva la possibilità di vederla, sicuramente lei ci avrebbe visto e sentito in una posizione nascosta dall'interno della sua area.

Ci sedemmo qualche minuto restando in attesa, Magali provò ad attirarla alla scoperta lanciandole del cibo.

Nell'attesa chiesi a Magali, come mai la Lupa mostrava tutta quella diffidenza e timore a differenza degli altri soggetti ospiti del parco.
Mi rispose, che gli altri esemplari erano figli di lupi che a loro volta erano stati cresciuti in cattività.

Inoltre ci fece notare che i lupi americani non possiedono quella paura spiccata per l'uomo, cosa invece che il lupo italiano conserva nel suo bagaglio esperienziale ereditato.
Quell'impronta data dall'esperienza da chi prima di lei è venuto al mondo.

E' vero, possono sembrare tutte teorie. L'uomo può solo ipotizzare. Però se riflettiamo un attimo, questa ipotesi ha il suo fondamento. I lupi americani vivendo in grandi spazi (conformazione geografica  del territorio differente dalla nostra) difficilmente può incontrare l'uomo, a meno che quest'ultimo non la vada a cercare di proposito, quindi nella sua memoria storica, l'uomo non è così presente, di conseguenza la curiosità del lupo (la curiosità è una dote spiccata del lupo - la curiosità sta alla base di ogni apprendimento) lo spinge a fare la sua conoscenza. (Vedi le tre giovani canadesi che si rivelano molto curiose della nostra presenza).

Mi vennero in mente i due fotografi naturalisti, Jim e Jieme Ducter, che impiegarono non poco tempo per entrare in contatto diretto con i lupi nel deserto dell'Idaho in America. Studiarono i loro comportamenti giorno dopo giorno, arrivando ad essere accettati dai lupi.

A questo proposito, mi venne in mente l'esperienza che feci all'inizio dell'anno 2012 "sulle tracce del lupo", quando feci la conoscenza di Stefano Polliotto e Marco Costantin.
Stefano e Marco, sono due giovani uomini con una passione in comune il lupo. 
Si conobbero su una cresta di una montagna, seguendo entrambi le tracce lasciate dai lupi.
Da allora, hanno investito anima e corpo insieme a fatica e tanti soldi nella loro privata ricerca.
Munendosi di telecamere e foto trappole, hanno studiato per diverso tempo, raccogliendo materiale prezioso, sui lupi che transitavano sulle Alpi italiane a confine con quelle francesi.

Dalle loro annotazioni, hanno capito che il lupo, impara non soltanto dalle proprie e dirette esperienze, ma anche attraverso le esperienze dei membri del branco.



Purtroppo anche Italia come la Francia, il lupo rimane un discorso aperto, da una parte gli etologi - naturalisti - studiosi, dall'altra parte i cacciatori - pastori - allevatori - guarda caccia.

Stefano e Marco, durante le loro osservazioni, trovarono più di una carcassa appartenente ad animali uccisi per bocca del lupo. Trovano anche tracce di avvelenamenti da parte di uomini decisi a liberarsi del lupo, in qualsiasi modo.

Chiunque sa, che nei periodi invernali le prede sono scarse, il lupo lo sa molto bene, ed è per questo che ritorna quasi sempre sulla carcassa della preda uccisa per continuare a cibarsene. Però ha imparato a sue spese, che ritornare sulla carcassa a volte equivale a morire.

Questa osservazione sè ottenuta, mediante l'osservazione del materiale raccolto dai due appassionati, dove si vedeva chiaramente che i lupi ritornavano sul posto ma non toccavano più l'animale ucciso.

Da quello raccontato da Magali, unito alle informazioni raccolte due anni fa, mi viene da pensare, che è più che giustificato il timore della Lupa. Forse tra dieci anni, la sua prole, avrà un comportamento diverso nei confronti dell'uomo rispetto al suo.

Sto pensando ai miei cani, al lavoro che svolgo con loro, e mi accorgo, che la genetica unita all'ambiente in cui l'animale vive, è determinante per la riuscita di un buon lavoro. La madre non trasferisce al piccolo solo le informazioni genetiche, ma trasferisce anche importanti segnali-informazioni mediante i comportamenti.

DIFFERENZE COMPORTAMENTALI TRA I LUPI IN CATTIVITA' E I LUPI LIBERI.


La differenza che c'è tra un lupo in libertà e uno cresciuto in cattività sono sostanziali.

Un lupo in libertà non si sognerebbe mai di avvicinarsi all'uomo. In Italia a volte capitano avvistamenti nelle periferie dei centri abitati, ma quando capita significa che il Lupo o stava percorrendo un certo percorso e quindi è stato costretto dalla traiettoria ad avvicinarsi alle case dell'uomo, oppure era in cerca di cibo, attratto dall'odore dei nostri rifiuti.

Un lupo cresciuto e fatto filare in cattività per molto tempo, diluisce quella differenza verso quel nemico storico chiamato "uomo". 

Il Lupo in Natura compie sempre azioni che gli portano dei vantaggi. Crescere e avere cibo da parte di quest'ultimo, senza correre rischi rimane comunque una bella prospettiva.
Certo che se questi esemplari, per una ragione qualsiasi dovessero tornare in libertà, correrebbero grossi rischi per la loro vita. Saper cacciare è un arte che si impara con il tempo. Nascere in un Parco sicuramente ha i suoi vantaggi ma porta anche svantaggi.

Mi viene in mente, un particolare del libro di Barry Lopez "Lupi", dove narrava la storia di un vecchio lupo malandato, appartenente ad un branco. Chiese agli eschimesi come mai, un esemplare così malconcio venisse tenuto ancora in considerazione da parte del branco, e non allontanato. Gli eschimesi risposero, che quel lupo, era il più bravo cacciatore del branco, anche se era vecchio e non partecipava più alla caccia, insegnava ai giovani la tecnica per cacciare.

Le esperienze sono fondamentali per la sopravvivenza di qualsiasi essere vivente, e le esperienze risiedono nella Memoria. Se un piccolo cresce in un ambiente agiato, non potrà mai imparare a sopravvivere.

Le differenze che ho potuto notare, tra i vari Parchi visitati fino ad ora, iniziano ad emergere.

Sia i Lupi di Ellis e Werner, mostrano una significativa fiducia verso la figura a loro familiare, proprio perchè cresciuti a stretto contatto con l'uomo, perchè accuditi.
Mentre per quanto riguarda i lupi del Mercantour, noto che non c'è una vera e propria confidenza. I lupi rimangono a debita distanza, a parte qualche coraggioso che si avvicina più degli altri, per raccogliere informazioni olfattive, ma non c'è un vero e proprio contatto.
Per quanto riguarda i lupi del Centro Uomini e Lupi, quelli sono proprio difficili da vedere. Il motivo è che si tratta di due esemplari nati e cresciuti in libertà, fino al momento del loro ritrovamento dovuto ad incidenti subiti per poi essere soccorsi.
La loro diffidenza verso l'uomo è naturale, è spontanea, proprio per questo la politica del Centro che li ospita limita il più possibile il contatto con loro, proprio per preservare questa loro caratteristica naturale.

PREPARIAMO IL PRANZO DEI LUPI ...








Magali, ci mostra la preparazione del rancio per i lupi.

Il loro parco possiede uno stoccaggio per diverse tonnellate di cibo per i lupi. 
Nella cucina per la preparazione della razione giornaliera, troviamo tre frigoriferi con temperature a scalare. Una volta preparata la razione, la carne viene portata a temperatura ambiente in modo graduale.
I lupi mangiano circa 2 kg di carne al giorno per 6 giorni, 1 giorno è dedicato al digiuno. La carne varia dal pollo, al manzo, a carne con osso.
A seconda della tabella settimanale verrà somministrata la razione. Periodicamente vengono somministrati anche integratori vitaminici e minerali, insieme all'olio di semi di girasole e olio di fegato di merluzzo.

Nella preparazione noto, che la carne è priva di pelo o piume. Questo particolare mi fece venire in mente i lupi di Ellis e di Werner, loro mangiavano carcasse di animali non squoiati, oppure volatili con tutto il  loro piumaggio. 

La risposta non mi sorprese più di tanto, Magali, mi disse che non erano più abituati a mangiare carcasse con pelo e piume, e quindi la gestione del cibo fu orientata su quella politica.
Mi viene in mente quando anche io passai dalla crocchette alle carcasse, i miei cani all'inizio fecero proprio fatica ad abituarsici. La crocchetta la ingurgitavano il più delle volte senza masticarla, mentre con la carcassa erano obbligati a masticare, triturare a recidere con i denti. Era difficile pensare che cani come loro, provenienti dal lupo, non sapessero masticare, spezzare, lacerare.
Come si diceva prima, la Memoria delle nostre esperienze è alla base di qualsiasi apprendimento. Non basta avere l'istinto. L'istinto si completa con l'esperienza.

































Si utilizza il cibo, come mezzo per la somministrazione dei farmaci.

Ma somministrare i farmaci mediante il cibo non è semplice, perchè il boccone medicamentoso deve arrivare al destinatario giusto.
Come fare dunque? A questo proposito è utile capire la posizione gerarchica dei soggetti appartenenti al quel branco. Capire come si muovono al loro interno.
I lupi dopo anni di convivenza all'interno del parco hanno acquisito abitudini e hanno imparato a riconoscere le varie situazioni. A questo punto entra in gioco il personale addetto, il quale con il giusto tempismo e la giusta mira, farà arrivare il cibo medicato all'animale giusto.
Se questa operazione non dovesse andare a buon fine allora la somministrazione del farmaco verrà somministrata mediante l'utilizzo del fucile.











Il fucile non è altro che una carabina ad aria compressa, allo sparo non produce nessun rumore.

A seconda della distanza dell'animale dovrà essere calcolata la pressione dello sparo, questo per far in modo che il Proiettile sedativo/farmaco arrivi all'animale.
La parte anatomica dell'animale da colpire è la coscia.
Magali ci sottolinea l'importanza del tempo e della pazienza che occorre per effettuare un operazione di questo tipo.
La calma e la tranquillità sono gli ingredienti giusti per portare avvicinare l'animale senza agitarlo inutilmente.
Se l'animale si agita, inizia a produrre una quantità tale di adrenalina che entrerebbe in contrasto con il sedativo, vanificandone l'effetto e l'operazione.
Una particolarità che mi ha colpito, sono stati gli aghi dei dardi. Anche gli aghi sono differenti dal tipo di uso che occorre fare.
L'ago che serve per medicare è dritto, e si ritrae una volta somministrato il farmaco, cadendo al suolo, mentre quello del dardo da narcotico è uncinato all'estremità, rimanendo in sede dopo aver colpito l'animale. Questo particolare da la sicurezza all'operatore che l'animale abbia preso tutta la dose necessaria.



IL MOMENTO DEL GIOCO

Come ho già citato sopra, il lupo mangia 6 giorni su 7, praticando un giorno di digiuno.
Per rendere la cosa più Affascinante, soprattutto per lo spettatore, in alternanza il cibo viene nascosto dagli operatori, tra gli alberi, erbusti, sotto i sassi. Questo serve sia al lupo, per attivarlo e allenarlo, facendo in modo che non diventi troppo sedentario alla vita del parco, nello stesso momento questa attività serve per mostrare al pubblico come il lupo ricerca e scova il cibo.




















QUALCUNO DEL PUBBLICO DOMANDA....


Mentre stavano osservando i lupi attraverso il punto di osservazione, un visitatore rivolge a Magali un paio di domande.
Devo dire, che nonostante avessi perso la familiarità all'ascolto della pronuncia francese, intuii anche io il senso di quegli interrogativi, Jaki invece ne aveva la certezza.

Faccio una piccola premessa, è un vero peccato, che le persone ai nostri giorni, abbiamo perso il senso della cultura, dell'informazione, e trattino queste giornate educative, come giornate qualsiasi, come se quel giorno e quella tal ora avessero deciso di essere all'interno di un parco, ad osservare la vita di una specie animale, così tanto per far qualcosa, senza uno scopo preciso.

Ora capisco ancor di più, lo spirito iniziale di Magali. Lavorare con gli animali, oltre richiedere responsabilità richiede anche passione, e se questa passione, non viene in qualche modo rispettata, a lungo andare nasce quel senso di rifiuto verso le persone. In fondo se si è li, è perchè si vuol imparare e non solo "muggire come una mandria" alla vista di un lupo.
Anche il rispetto verso gli animali è scomparso, il famoso "silenzio" è morto. 
Tutto si è tramutato in un brusio, fatto di chiacchere, risa, rumori, corse, telefonini che suonano.
Il rispetto verso quegli animali non esiste più e se non esiste per loro, non esiste neanche per gli esseri umani.

Vedere le persone scattare foto a caso, senza coglierne l'essenza di quei momenti, è veramente triste e  mi fa comprendere che la strada che ho scelto, è una strada che giorno dopo giorno, diventerà sempre più solitaria, fatta forse di pochi intimi con i quali condividere questa mia passione.

Le domande di questo spettatore erano incredibili, quasi surreali, perchè non le aveva fatte un ragazzo, o un bambino ma una persona adulta, quindi un essere vivente il quale arrivato alla sua età, avrebbe dovuto mostrare un minimo di cultura.
Ma il lupo è un cane, visto che si chiama Canis Lupus? Ma il lupo mangia le persone?
La prima più assurda della seconda. 

Ma cosa significa Canis?
Facciamo un piccolo passo indietro... 
Nelle scienze naturali il "Genere" è una categoria che raggruppa le "Specie" in quando aventi caratteristiche comuni tra loro.
Il genere "canis" comprende sette sottospecie di mammiferi della famiglia dei Canidi, tra cui: cani, lupi, coyote, sciacalli e molte altre specie estinte.

Lupi, Cani e Dingo sono tutti sottospecie di Canis Lupus.
L'animale che venne chiamato per la prima volta «lupo», il lupo grigio eurasiatico, viene detto Canis lupus lupus per distinguerlo dalle altre sottospecie di lupo, come quello dell'Iran (Canis lupus pallipes), dell'Arabia (Canis lupus arabs) o del Tibet (Canis lupus chanco), molto simili probabilmente alla varietà di lupo che dette origine al cane moderno (Canis lupus familiaris).
Anche il dingo (C. lupus dingo) australiano e il cane domestico (C. lupus familiaris) vengono considerati sottospecie di Canis lupus, sebbene generalmente non vengano chiamati «lupi»

Chi sono i Canidi? 
Canidi (Canidae) sono una famiglia di Mammiferi Placentati appartenente all'ordine dei Carnivori.

Quindi semplicemente: il Lupo è il Lupo e il Cane è il Cane.

Mentre per quanto riguarda la seconda domanda, se il lupo può mangiare l'uomo, bè sarebbe stato bello rispondergli di Si, così avremmo goduto di un espressione di stupore sulla faccia di quel interlocutore, in fondo era quello che voleva sentirsi dire. Comunque il mio parere sull'argomento è: "NO", il lupo non attacca l'uomo, a patto che questo non si trovi alle strette. Ho potuto osservare i lupi, del Parco del Mercantour con il personale addetto. Li noto curiosi, ma  si guardano bene dall'avvicinarsi alla persona. Il lupo non è un animale sconsiderato, ha ben chiara l'idea della sopravvivenza, e sa che avvicinare l'uomo in libertà comporterebbe troppi rischi.

La politica del Parco del Mercantour, è proprio quella di sdrammatizzare la paura Atavica che l'uomo mostra nei confronti del Lupo. 
Mettere d'accordo, allevatori di animali da pascolo, cacciatori, guarda caccia, ed etologi, naturalisti, non è facile. Modi diversi, con ragioni diverse di vedere il Lupo.
Il parco cerca di offrire la possibilità di studiare il lupo, nei comportamenti, per cercare di trovare l'arma Vincente per mettere tutti d'accordo, ma resta inteso che è un lavoro lungo e difficile, perchè gli interessi dell'uomo molto spesso prendo il sopravvento.

E' stata un'esperienza bellissima, ringrazio ancora una volta Jaky per tutto.
Ringrazio anche di cuore Magali, che si è dimostrata una persona molto disponibile, la sua passione, il suo amore per il suo lavoro e per i lupi, hanno fatto in modo di rendere la giornata ancora più interessante di quello che ci si aspettava.

Ora vi lascio ad alcune immagini non solo dei lupi, ma anche della lezione sulla falconeria tenuta dal gruppo Les Horts de Walhalla.















LA FATTORIA DIDATTICA














LA FALCONERIA















































DUE SITI DA VISITARE




Foto Autori: 
Katia Verza 
Jacqueline Dalmasso
Le immagini sono coperte da COPYRIGHT vietata la riproduzione intera o parziale senza l'esplicito consenso da parte degli autori.

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