venerdì 16 agosto 2013

WOLFSPARK di WERNER FREUND - IL MIO SECONDO INCONTRO COL PIU' "VECCHIO UOMO-LUPO"

IL MIO  SECONDO INCONTRO COL PIU' "VECCHIO UOMO-LUPO" 
HERR WERNER FREUND



Appena arrivati al Parco siamo stati abbracciati da una strana sensazione, quasi fiabesca ...
Il bosco cantava dal suo profondo ....
una specie di lamento si faceva strada tra i rami, poi sempre più forte, fino a rompere l'aria con la sua potente voce...
Era l'Ululato dei Lupi ... che si faceva sentire con tutta la loro forza.... 




Dopo pochi mesi della mia prima visita al Wolfspark di Werner Freund, decisi insieme a Martina di ritornarci.
Un velo di malinconia per quel luogo tanto unico, accompagnato da una particolare curiosità, rivederlo in un contesto cambiato dalla stagione.

Questa volta siamo partite senza prendere contatti con Herr Werner Freund, ci siamo recate sul posto , solo con la speranza di vedere i Lupi.
Era lontana l'idea di incontrarlo anche se poi non fù così.

Appena arrivati al Parco siamo stati abbracciati da una strana sensazione, quasi fiabesca.
Erano appena le h 8:30, c'era un pò di foschia accompagnata da un'aria frizzante a causa del temporale della notte. L'odore del sottobosco misto all'odore della terra bagnata aveva qualcosa di inebriante, ma la sensazione più bella, fu udire il Bosco cantare dal suo profondo. Un ululato proveniva dai suoi rami, da prima piano, poi sempre più forte, fino a rompere l'aria con la sua potente voce.

Per un attimo mi è sembrato d'essere dentro a una fiaba, ma la verità era che eravamo finalmente giunti dai lupi, loro erano lì ad aspettarci.

I primi a venirci a dare il benvenuto furono i Timber Wolf, sempre molto reattivi, con la loro andatura agile, dal passo lungo. Andavano su e giù per il perimetro della recinzione e con ringhi profondi davano chiari messaggi di disapprovazione  per la nostra presenza.
In fondo, come biasimarli, quella era casa loro. Inoltre impediti di dire la loro, visto che per nostra fortuna c'era una rete che ci proteggeva da qualsiasi loro azione.
Noi Curiosi... Noi invadenti...














Dopo aver fatto alcune foto, ad un certo punto li vediamo scomparire nel sotto bosco, come se una voce misteriosa li avesse richiamati a sè.
Scorgo due mani che sbucano dalle recinzione e loro con fare molto affettuoso accettano quelle carezze. Si strofinano con lo stesso fare dei miei CLC. Osservo il loro cambiamento, un attimo prima per nulla docili, un attimo dopo mansueti come agnelli.
Con quegli occhi gialli su un contrasto nero.

La mia curiosità è troppo forte, corro ad arrampicarmi sulla torretta, per vedere a chi appartenevano quelle due mani.
Scoprii che la dispensatrice di carezze era una ragazza, credo con certezza che si trattasse di una delle biologhe che lavorano con Werner Freund.
Seguendola con lo sguardo notai che tra le recinzioni, esistono dei Corridoi interni che portano a "Zone di servizio". Lì Lei aprì metà della porta e incominciò a fare festa ai Lupi che non mancarono di ricambiarla.















Mi venne in mente una "castroneria" che mi fù elargita durante il mio corso di educatore cinofilo, dove il docente sosteneva che cuccioli di lupo cresciuti in cattività non davano risposte amichevoli. Io mi auguro che i corsi per diventare Educatore Cinofilo siano cambiati un pò in meglio, perchè di "Cazzate" in tutti questi anni ne ho sentite veramente tante, gente con la bocca piena di termini, di standard, di teorie, ma in realtà all'atto pratico, poco sanno... e loro come i lupi di Ellis ne sono la prova... Anche se questo è un argomento che andrebbe seguito con il vero spirito di studio e non con la malsana idea che tutti possano vivere un lupo con la semplicità del cane.

Io credo che qualsiasi animale cresciuto in cattività o semi-cattività possa superare la diffidenza nei confronti dell'uomo, vedi i lupi di Werner Freund, i lupi di Ellis, vedi anche la storia del Leone Christian e dei due suoi compagni di avventura Jhon Rendall e Ace Berg che dopo una lunga convivenza decisero di riportarlo nella sua terra di origine , dopo un graduale inserimento. Christian non solo riusci ad riadattarsi ma divenne anche Alfa del suo branco ma non si dimenticò di loro. 

CRISTIAN IL LEONE BIBLIOGRAFIA

SITO UFFICIALE



Io sono propensa a pensare che sia lo stesso per i Lupi.
Fatta eccezione per quelli catturati da adulti, che conservano un grado di diffidenza maggiore nei confronti dell'uomo, come non capirli.

Il problema dove nasce?? Nasce dal fatto che tutto questo possa diventare una moda e forse lo è già. Il desiderio di vivere un animale come nel nostro caso il cane che assomiglia sempre di più ad un Lupo, ma senza la consapevolezza di quali siano realmente le sue esigenze. Senza riflettere sulle conseguenze.
A questo proposito guardo i lupi che vanno su è giù, ascolto i loro ringhi profondi, mi perdo in quegli sguardi severi e mi vengono in mente, tutti quelli che si definiscono esperti, quelli che elargiscono consigli, che conoscono a memoria gli standard e danno spiegazione sui comportamenti  e magari hanno posseduto solo un cane nella loro vita. 
La maggior parte di loro, poi al primo ostacolo, alla prima buca in giardino, al primo disastro, sono i primi a cercar di disfarsi dell'animale.

Per non parlare di quelli che ti riempiono di domane, ma che non capiranno mai le risposte, perchè non hanno la pazienza di ascoltarle, perchè già pronti con altre domande.
Sordi e Ciechi, perchè l'unica cosa che hanno in testa è: "IO LO VOGLIO!!!".

Non dico che la Teoria non serve a nulla, anzi... però vi posso dire per quanto mi riguarda, che quella teoria studiata con tanta devozione, io una buona parte ho dovuto cestinarla, perchè non combaciava con la realtà.

La Natura è ben più forte è MAESTRA di vita.
Osservandoli andare avanti e indietro, guardinghi quasi arrabbiati della nostra intrusione mi chiedo se sia giusto... la verità che loro, anche se vivono in un bellissimo ambiente spazioso e protetto, rimangono sempre "ANIMALI da ATTRAZIONE" e io provo quasi pena per loro... 

Loro arrabbiati, ma è giusto così.. quella è CASA LORO, mentre noi giochiamo, protetti da quelle reti.

Proseguiamo sul sentiero tra i boschi, qui incontriamo gli Euroasiatici.
Non di dimostrano reattivi come i Timber Wolf ma comunque si fanno vedere e dopo una breve perlustrazione si rintanano al fresco sotto a un gruppo di alberi.



I lupi non si cibano solo di carne ma anche di bacche, in questa foto noto che mangia le foglie di ortica.
























Sdraiati all'ombra degli alberi... ma sempre vigili...
Notiamo in tutti e tre i gruppi che esteticamente sono cambiati, non più ricchi di quel bel manto folto, ma più snelli, la muta gli ha resi diversi, le loro teste in proporzione al corpo appaiono più grandi, sembrano addirittura più alti, più slanciati, anche le loro zampe appaiono più grandi.

Dopo esserci soffermati da loro, proseguimmo verso i Polar Wolf, anche loro in allerta, erano lì ad attenderci, molto più reattivi della volta precedente.
Avevano un portamento fiero, con quelle code portate alte.




















Qui accadde però un inconveniente che mi lasciò molto perplessa riguardo certi comportamenti umani.
L'uomo ha sempre quella grande voglia di sapere, conoscere e a quale prezzo. Inoltre molto spesso varcata l'uscita si dimentica tutto.

Il parco da la possibilità di far entrare i cani, purchè questi rispettino certe regole, ovvero tenuti al guinzaglio, divieto di salire sulle torrette, andare oltre la staccionata.
Accadde comunque un incidente, un cane riuscì a saltare oltre la staccionata a causa di un guinzaglio inadeguato, andando molto vicino alla recinzione dei lupi.
A breve si scatenò un putiferio nel branco.
I lupi non potendo raggiungere la fonte del disturbo si attaccarono a vicenda, come per scaricare quella tensione accumulata.
Questo atteggiamento lo notiamo nei nostri cani, quando qualcuno si sofferma per lungo tempo davanti al nostro cancello di casa.

Ad esser sincera vedendoli così frustrati, ho provato un senso di inadeguatezza e mi sono anche un pò vergognata.

Sicuramente i lupi vengono monitorati, inoltre le ferite se sono a portata di bocca, ovvero se l'animale riesce a tenerle pulite leccandole, saranno di veloce guarigione, anche se con il caldo l'animale viene costantemente infastidito dalle mosche che sosteranno sulla carne viva. 
Far scatenare un rissa, a causa della superficialità dell'uomo, lo trovo al quanto poco appropriato e mi pongo una domanda: "Perchè l'Uomo vuole tanto rispetto per se stesso, e non riesce a darne agli altri???".

Notiamo tra alcuni esemplari bianchi segni di lotta. Un esemplare porta una ferita sul dorso, molto probabilmente dovuta a una di quelle liti a cui abbiamo assistito.

Esito di uno scontro.



L'animale tiene lontano le mosche continuando a leccarsi.

Potete notare le mosche che girano intorno alla ferita infastidendo l'animale e costringendolo continuamente a leccarsi per tenerla pulita.



Ferita superficiale, ma comunque un veicolo per infezioni.


Ad ottobre è nostra intenzione ritornarci, ma questa volta noi per primi non vorremo cani al seguito.
Non è necessaria la loro presenza per poter vedere i lupi. Loro sono lì unici, inimitabili anche senza istigarli con la presenza di intrusi a 4 zampe.
Noi uomini siamo già un disturbo per loro.
Mi rendo conto che i Lupi diventano oggetto, animali in gabbia, animali da baraccone.
Mi domando quanti di questi visitatori si sono mai soffermati su questa considerazione, rispettandole la loro natura.

Saliamo di nuovo su una toretta d'osservazione, quando scendiamo, incontriamo una guardia del parco che ci ferma. Ci ammonisce e ci chiede gentilmente di non far salire i cani sulle torri, proprio perchè la loro presenza se percepita dai lupi, fa scatenare nel branco liti, dove i soggetti il più delle volte si feriscono.

Girovaghiamo e sostiamo per diverso tempo davanti alla postazione dei "Lupi Mongoli" ma di loro nessuna traccia. Sicuramente fermi ed immobili al fresco del sotto bosco. In seguito abbiamo conferma da Werner in persona che non amano il caldo ed escono solo di notte o al mattino presto quando il sole non è ancora sorto, per poi rintanarsi di nuovo nel fitto bosco.

Arrivata l'ora di pranzo ci rechiamo a Merzig, dove rivediamo con piacere Paolo il proprietario del ristorante Roma.
Lo troviamo molto trafelato, ma la sua ospitalità non è cambiata rispetto ai mesi precedenti.
Notiamo nell'attesa un quotidiano tedesco che parla dei lupi e del loro ritorno nel territorio germano.





Sono riuscita a reperire articolo sul Web, basta tradurre la pagina per avere ulteriori informazioni a riguardo "LA GERMANIA E' DI NUOVO TERRITORIO DEL LUPO"

Nel pomeriggio ritorniamo al WolfsPark, il solito giro ma questa volta con più calma, con un passo riflessivo.
Mentre Fabrizio s'era appostato con la sua super macchina fotografica prestata da un suo amico fotografo nell'area dei lupi Mongoli con la speranza di vederli, io e Martina ci incamminammo qua e là per il bosco in silenzio non c'era bisogno di parlare, abbiamo lasciato la parola a quello che ci circondava, per poi finire sedute in silenzio all'ombra dei pini di fronte ai lupi Bianchi.

















GLI SPAZZINI ALL'OPERA... 









Quando fu ora di tornare alla macchina incontrammo Wolfgang, l'aiuto di Werner Freund, ci riconobbe e ci saltutò con un empatia inaspettata.
Chi chiese cosa stavamo facendo di bello lì, noi rispondemmo: "vedere i lupi..".
In questo viaggio non era nostra intenzione disturbare Herr Wenrer Freund e a dirla tutta non speravamo neanche di vederlo.

Visto che avevamo rivisto Wolfgang gli chiedemmo se era possibile acquistare dei libri o dei gaget, lui ci disse di aspettare che ci avrebbe portato fuori quello che era rimasto.
Usci con dei libri e dei portachiavi. Dopo averli acquistati ci disse di aspettare un attimo, di lì a poco comparve sulla soglia della casetta e ci fece cenno di avvicinarci. 
Io guardai Martina con sorpresa e piano piano ci avviammo verso la casetta, quando fummo sulla porta comparve Lui, il "Vecchio Uomo Lupo".
Ci salutò con calore, quasi non credevamo a tanta cordialità, visto la sua fama burbera.

Iniziammo a discorrere, ci fece un sacco di domane, chissà forse si ricordava con piacere di noi vista la bottiglia di grappa nostrana portatagli la volta scorsa.

Fu una piacevole conversazione senza troppa formalità, semplice come se fossimo conoscenti che non si vedevano da tanto tempo.

Qualcuno mi ha chiesto se ho scattato qualche foto con lui mentre discorrevamo, ebbene "NO", non ne ho scattate neanche una, anche se avevo al collo la mia macchina fotografica.
Era troppo piacevole quella conversazione che non mi andava di rovinarla con scatti inutili.
Inoltre non è una foto con Werner Freund che mi può dare credibilità, l'esibizionismo lo regalo pure agli altri.
Chi ci vorrà credere bene, in caso contrario non so che dirvi. So solo che è stato per noi un vero e unico piacere.

Come chi vorrà credere al fatto, che per un errore del navigatore imboccammo la strada che porta nel bosco, ma appena varcata un certa soglia la sbarra di abbassò e fu proprio lui in persona tra un sacco di risate a tirarci fuori da quel guaio.

Abbiamo parlato del più del meno, ci ha chiesto se eravamo riusciti a vederli tutti, la nostra risposta fu "NO", ci mancavano i Lupi Mongoli.
Ci confermò che loro non amavano le temperature alte, anche se in quei giorni a causa di temporali il termometro si era abbassato di parecchi gradi, per loro era sempre troppo caldo.

Scambiammo ancora qualche parola, ma non volevamo rubargli troppo tempo e non volevamo neanche tediarlo con le solite domande, perchè SE VUOI CAPIRE i lupi come i cani li devi VIVERE, non puoi solo farlo sulle esperienze degli altri.
Ci chiese quando saremmo ritornante, la risposta fu "Ottobre", lui ci rispose: "Vi aspetto!".

Quindi se il Buon Dio vorrà ritorneremo su ad ottobre anche perchè sarà interessante vedere i lupi in un contesto autunnale.
Da Aprile ad oggi il bosco ha cambiato vestito, molto più fitto, pieno di arbusti e piante di more e lamponi. 
Il Bosco è così fitto che neanche dall'alto delle torrette si riesce a scorgere qualcosa.
Però Loro sono  lì, fermi immobili.
Tu non li vedi ma i loro sguardi sono fissi su di noi.





Anche questa volta Merzig ha lasciato il suo segno...

Un grazie speciale a Martina, Davide e Fabrizio con cui ho condiviso questa bellissima e unica esperienza.

Per chi decidesse di recarsi a Merzig consiglio il sito: 
http://www.ferienhaus-engelbert.de/index.html dove poter trovare alloggio. Accogliente, pulito, proprietari cordiali come se ne incontrano pochi in questi periodi.

Per chi volesse leggere le esperienze degli altri partecipanti lo può fare cliccando sui seguenti link:




I NOSTRI VIDEO



In questo video possiamo vedere alcuni atteggiamenti dei lupi, mi dispiace solo per l'intrusione di un sonoro poco appropriato, che durante la ripresa è stato registrato, ma vale la pena comunque di osservare gli atteggiamenti e ascoltarne i vocalizzi (ringhi, uggioli).






 Katia Verza 


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